Cinema (quasi) gratis a Roma: tornano le Notti di cinema a Piazza Vittorio. Calendario & micro-recensioni

Cominciano l’8 luglio, sotto le stelle della piazza più multietnica della capitale, le Notti di cinema di Piazza Vittorio, una rassegna dei più bei film della passata stagione, delle rivelazioni del recente festival di Pesaro… e non solo! Adoro queste notti perché sono ricche, variegate e per niente snob, oltre ad avere prezzi molto popolari e una location affascinante.
Prezzo del biglietto (consente di vedere 2 film sullo stesso schermo): Intero 6€ – ridotto 5€ TESSERA FEDELISSIMI: ogni 10 ingressi, 2 in omaggio!
Consigliati (io li ho visti, se voi no fareste meglio a farlo)
I Love Radio Rock
Un piccolo gioiello inglese di qualche annetto fa (2009), con un cast che gronda talento (Philip Seymour Hoffman, Bill Nighy, Kenneth Branagh, Nick Frost, Emma Thompson, Gemma Arterton) una colonna sonora ricca di meraviglie e una storia emozionante, di quelle che fanno ridere come deficienti e piangere come agnellini. Senza considerare che è uno dei rarissimi casi in cui il titolo italiano è quasi meglio di quello originale. Aprirà lo schermo d’essai venerdì 8 luglio alle 21:30.
Immaturi Una commedia italiana dalla freschezza sorprendente, con personaggi sopra le righe, che riescono però a cogliere bene le contraddizioni, le idiosincrasie e i difetti dei circa quarantenni di oggi, ancora sospesi tra la voglia di sentirsi ragazzini e un futuro incerto. Cast brillante con Ricky Memphis, Luca Bizzarri, Paolo Kessilogu, Ambra Angiolini, Raul Bova, Barbara Bobulova, Anita Caprioli e Alessandro Tiberi. Regia di Paolo Genovese. Sabato 9 luglio, 21:15 + Sabato 23 luglio, 21.15+ Giovedì 4 agosto 20:45, schermo ATAC.
Vallanzasca Il controverso film che Michele Placido ha presentato all’ultimo Festival di Venezia, con un Kim Rossi Stuart in grazia di Dio che interpreta uno dei più affascinanti criminali del nostro passato prossimo. Potete leggere la mia recensione di Vallanzasca qui. Martedì 12 luglio 21:15, schermo d’essai. + Domenica 31 luglio, 21:15, schermo ATAC.
La versione di Barney Dall’omonimo romanzo di Mordecai Richler, un film che raccoglie la vita intera, le relazioni e il destino di un uomo. Con un indimenticabile Paul Giamatti. Uno dei film più emozionanti visti a Venezia 2010. Potete leggere la mia recensione de La versione di Barney qui. Mercoledì 13 luglio 21:15, schermo d’essai. + Venerdì 29 luglio, 21:15, schermo ATAC.
Cattivissimo me Un film d’animazione che piace ai grandi, e, finalmente, anche ai bambini. Un mondo alla rovescia, con un protagonista teneramente cinico, sbruffone e antisociale. Potete leggere la mia recensione di Cattivissimo me qui. Giovedì 14 luglio, 21:15 schermo ATAC.
Across the Universe Un film meraviglioso, un viaggio nella discografia dei Beatles e nelle atmosfere dei favolosi anni Sessanta (e Settanta). Diretto dalla talentuosa Julie Taymor, un concentrato immaginifico di emozioni, bella musica e profonde intuizioni. Venerdì 15 luglio, 21:15, schermo d’essai.
Boris – Il film Dopo tre serie, almeno due delle quali riuscite a un livello fino a poco prima nemmeno auspicabile per la serialità italiana, il film di Boris concentra e riunisce tutte le energie creative e irriverenti che hanno reso la serie un cult. Come al solito, soprattutto una scusa per rappresentare i vizi di questo Paese. Domenica 18 luglio, 21:15, schermo ATAC. + Giovedì 28 luglio, 21:15, schermo d’essai cui segue l’incontro con Francesco Pannofino.
C’è chi dice no Ancora una di quelle commedie italiane che hanno caratterizzato l’ottima annata cinematografica. Un cast molto televisivo (Luca Argentero, Paolo Ruffini, Paola Cortellesi, Myriam Catania, Marco Bocci) per raccontare uno dei vizi del mondo del lavoro in Italia: la raccomandazione. Dalla sanità alla pubblica istruzione, passando per il giornalismo: un Paese in cui se non conosci nessuno sei fottuto. Divertente ed emozionante, ma un po’ semplicistico. Lunedì 18 luglio 21:15, schermo ATAC + mercoledì 27 luglio, 21:15, schermo ATAC.
Venti Sigarette In un anno di grande successo della commedia, il film italiano che ho amato di più (complice la visione durante la kermesse veneziana)  è probabilmente questo film drammatico: una storia triste come poche altre, ma in grado di strappare più di un sorriso, una regia che sa trattare le immagini come si dovrebbe sempre fare, un soggetto forte e due giovani attori veramente bravi (Carolina Crescentini e Vinicio Marchioni). Se volete, potete leggere qui la mia recensione di Venti Sigarette. Martedì 19 luglio, 21:15, schermo d’essai.
Una vita tranquilla Un Tony Servillo prevedibilmente impeccabile in un film molto intelligente e allo stesso tempo sconfortante sull’impossibilità di voltare le spalle al proprio passato e cambiare vita. Se volete saperne di più potete leggere per intero la mia recensione di Una vita tranquilla. Giovedì 21 luglio, 21:15, schermo d’essai. A seguire incontro con il regista Claudio Cupellini.
Io non sono qui Dal regista di Velvet Goldmine, Todd Haynes, un altro viaggio nella grande musica del passato. La storia di Bob Dylan reinterpretata da un prisma di personaggi diversi. Grande sceneggiatura, regia ricca di charme e interpretazioni imperdibili (tra le altre quella premiata di Cate Blanchett). Per saperne di più clicca qui e leggi la mia recensione di Io non sono qui. Venerdì 22 luglio, 21:15, schemo d’essai.
La pecora nera Dal popolarissimo autore/attore teatrale Ascanio Celestini un esordio cinematografico molto singolare che conserva l’anima del palcoscenico e racconta la malattia mentale in modo toccante e disarmante. Se volete sapere la mia opinione leggete la mia recensione di La pecora nera. Domenica 24 luglio, 22:50, schermo d’essai. + Venerdì 5 agosto, 20:45, schermo , schermo d’essai.
Rango Dalla fantasia indomabile di Gore Verbinski, la sofisticata storia di una lucertola, pretesto western per parlare di cose importanti come l’identità, le scelte che lasciano un segno, il senso di appartenenza, la vita e persino la morte. Il tutto mirabilmente punteggiato da un popolare gusto cinefilo. Per sapere qualcosa di più potete leggere qui la mia recensione di Rango. Lunedì 25 luglio, 21:15, schermo ATAC.
Into Paradiso Una commedia velata di amarezza che esprime con leggerezza partenopea l’anima napoletana. Singolare sceneggiatura, ottimo cast. Vale sicuramente una visione, anche (soprattutto?) per chi non è mai stato a Napoli. Per sapere cosa ne penso leggi la mia recensione di Into Paradiso. Martedì 26 luglio, 23:00, schermo ATAC.
In un mondo migliore Premiato al Festival del cinema di Roma, il film di Susanne Bear è un inquietante e spietato ricatto dell’infanzia (negata?) nel mondo occidentale. Riflessivo, senza che il ritmo narrativo ne debba soffrire. Se vuoi leggi la mia recensione di In un mondo migliore. Mercoledì 27 luglio, 21:15, schermo d’essai.
127 Ore Dal regista del mio film preferito, Danny Boyle, un film sublime sul rapporto tra l’uomo (essenzialmente limitato) e la natura (essenzialmente illimitata. Grande prova di recitazione per James Franco. Se vuoi leggere la mia recensione di 127 Ore clicca qui. Sabato 30 luglio, 23:10, schermo ATAC.
We want sex Dalla Gran Bretagna, una commedia sociale femminista divertente e commovente. Con la mia scoperta dell’ultima annata cinematografica, l’attrice Sally Hawkins. Se sei curioso, leggi la mia recensione di We want Sex. Mercoledì 3 agosto, 20:45, schermo d’essai.
I ragazzi stanno bene Storia di una normalità fuori dal comune: la vita di una famiglia lesbica con due figli riceve uno scossone quando i ragazzi vogliono conoscere il donatore di sperma che vorrebbero chiamare padre. Una commedia intensa e divertente. Se vuoi conoscere la mia opinione leggi la recensione di I ragazzi stanno bene. Venerdì 5 agosto, 22:30, schermo ATAC.
Gianni e le donne Il secondo piccolo gioiellino di Gianni Di Gregorio, una malinconica e fresca riflessione sulla vecchiaia, stagione della vita rimossa e ritardata con ogni scusa. Se vuoi sapere cosa ne penso leggi la mia recensione di Gianni e le donne. Sabato 6 agosto, 22:30, schermo ATAC.
Sconsigliati (io li ho visti, ma chi non l’ha fatto non si è perso nulla) Unstoppable – recensione. Venerdì 8 luglio 21:15, schermo ATAC.
Amore e altri rimedirecensione Venerdì 15 luglio, 23:00, schermo ATAC.
Il Grinta Lunedì 18 luglio, 23:00, schermo ATAC.
Incontrerai l’uomo dei tuoi sogni Giovedì 21 luglio, 22:50, schermo ATAC.
La solitudine dei numero primi – recensione Lunedì 25 luglio, 21:15, schermo d’essai. A seguire incontro con Saverio Costanzo e Alba Rohrwacher.
Vi presento i nostri Lunedì 25 luglio, 23:00, schermo ATAC
I Vicerérecensione Sabato 30 luglio, 21:15, schermo d’essai.
Recuperi auspicabili (sì, mi vergogno di non aver ancora visto alcuni di questi film)
Maschi contro Femmine Sabato 9 luglio, 23:15, schermo ATAC.
Femmine contro Maschi Martedì 19 luglio, 21:15, schermo ATAC + Martedì 2 agosto, 22:30, schermo ATAC.
Il cigno nero Lunedì 11 luglio, 21:15, schermo ATAC. + sabato 30 luglio, schermo ATAC.
Precious Sabato 16 luglio, 21:15, schermo d’essai.
Gorbaciof Sabato 16 luglio, 23:10, schermo d’essai.
La donna che canta Domenica 17 luglio, 21:15, schermo d’essai
Nessuno mi può giudicare Lunedì 18 luglio, 21:15, schermo d’essai. Segue incontro con il regista Massimiliano Bruno. + 28 luglio, 21:15, schermo ATAC. + Sabato 6 agosto, 20:45, schermo ATAC.
Somewhere Mercoledì 20 luglio, 21:15, schermo d’essai.
Biutiful Sabato 23 luglio, 21:15, schermo d’essai.
Shine a light Martedì 26 luglio, 21:15, schermo d’essai.
Il gioiellino Domenica 7 agosto, 20:45, schermo d’essai.
Il ping pong del cinema italiano: botta e risposta con i registi
Marco Bellocchio Giovedì 14 luglio, 21:15, dopo la proiezione di Sorelle mai
Massimiliano Bruno Lunedì 18 luglio, 21:15, dopo la proiezione di Nessuno mi può giudicare
Claudio Cupellini Giovedì 21 luglio, 21:15, dopo la proiezione di Una vita tranquilla
Saverio Costanzo e Alba Rohrwacher Lunedì 25 luglio, 21:15, dopo la proiezione di La solitudine dei numeri primi
Alice Rohrwacher Lunedì 1 agosto, 21:15, dopo la proiezione di Corpo Celeste
Giuseppe gagliardi Giovedì 4 agosto, 20:45, dopo la proiezione di Tatanka

In un mondo migliore: il paese senza meraviglie

In un mondo miglioreL’amicizia tra due bambini illumina contraddizioni familiari e difficili realtà sociali. Questa potrebbe essere, in mezza riga, la trama dell’ultimo film di Susanne Bier (Non desiderare la donna d’altri, Noi due sconosciuti), ma se questa sintesi vi porta a immaginare un film per ragazzi colmo di buoni sentimenti e infantile ingenuità allora c’è ancora qualcosa che dovete darmi il tempo di spiegare. Il film presentato al Festival Internazionale del Film di Roma, che uscirà in Italia il prossimo venerdì, non è affatto una favoletta, anzi è spigoloso, moralmente ambiguo, disincantato. Dipinge le figure di due bambini, che si staccano nettamente dal nostro immaginario, covando contraddizioni, i dolori e violenza.
Due giovanissimi border-line, che non vengono dalla periferia malfamata o dalle favelas, ma dal cuore della società borghese: Elias (Markus Rygaard), figlio di due medici, continuamente preso di mira dai bulli della scuola, e Christian (William Jøhnk Nielsen), figlio di un ricco imprenditore, che reagisce al lutto della perdita della madre con una aggressività inquietante perché estremamente razionale e machiavellica. Il loro incontro determina l’incrocio delle loro due famiglie, che attraversano entrambe un periodo difficile: mentre nella famiglia di Christian, come già detto, la perdita della figura materna è alla radice degli squilibri, in quella di Elias sono la crisi matrimoniale e le ripetute assenze del padre a rendere la casa un posto estraneo, in cui è inutile cercare comprensione.
Contro l’istituzione familiare si punta il dito accusatore della Bier, che, attraverso una trama ricca di momenti drammatici e di tensione, vuole mostrare quanto essa non sia all’altezza dei problemi che la assediano dall’esterno, ma anche dall’interno. Il film batte selvaggiamente su questo punto, mostrando le debolezze degli adulti e la loro incapacità di essere guide, perché troppo deboli e contraddittori (Anton, al secolo Mikael Persbrandt), troppo apprensivi (Marianne, interpretata da Trine Dyrholm) o troppo distanti (Claus/Ulrich Thomsen). Al di là delle posizioni che si possono avere sull’argomento, la regista danese riesce a portare, attraverso una storia, una intelligente analisi di come il disagio possa essere assorbito e reinterpretato dai più giovani in modo del tutto imprevedibile. Un applauso al giovanissimo Nielsen, che col suo sguardo di ghiaccio e promette veramente bene per gli anni a venire.
Indicazioni terapeutiche: una amara critica sociale per vaccinarsi da un certo buonismo di matrice catto-borghese.

31 ottobre 2010: qualche appunto disordinato dal Festival Internazionale del Film di Roma

Haeven - In un mondo miglioreDevo riprendermi, ho fatto un’indigestione di pellicole ed ora non so più nemmeno se sto dentro o fuori dallo schermo. Cinque film in circa dodici ore, praticamente il massimo possibile considerando anche un rapido pranzo e il tempo di passare da una sala all’altra. Ancora uno e sarei entrata in overdose, ovviamente con le note di Perfect Day di Lou Reed in sottofondo.
E, a proposito di Lou, si chiamava proprio così il primo film che ho visto stamattina. Solo che non era un cantante, ma una pre-adolescente alle prese con una famiglia un po’ fuori dal normale. In concorso nella sezione Alice nella città, il film della regista australiana Belinda Chayko é una vivace storia di formazione, che coinvolge tre generazioni: la protagonista Lou e le sue due sorelle, la giovanissima madre e il nonno materno malato d’Alzheimer. Una riflessione per paradossi ed eccessi sul bisogno d’amore che non ha età e su quanto sia difficile sentirsi amati entro le mura della propria casa.
Una ventata di leggerezza alla giornata è stato il documentario su Gianni Rodari Un sasso nello stagno, di Felice Cappa, presentato fuori concorso sempre nella sezione Alice nella città. Interessanti e molto attuali gli spezzoni di repertorio, specialmente gli stralci di interviste allo scrittore, un po’ stucchevole la (seppure minimale) parte docu-fiction, alla ricerca di un effetto poetico scarsamente riuscito.
La sorpresa del giorno è stato il film danese Haeven – In un mondo migliore, in concorso nella selezione ufficiale e diretto da Susanne Bier. Senza ricorrere a luoghi comuni e a soluzioni accomodanti, il film disegna la profonda ribellione di un adolescente che ha perso la madre a causa di un tumore e che stringe amicizia con il piccolo zimbello della scuola. Il clinico acume della macchina da presa viviseziona i rapporti tra genitori e figli in situazioni di emergenza, gli sbilanciamenti e gli squilibri delle amicizie tra ragazzi e le complesse reazioni infantili ai problemi della vita.
Il quarto film della giornata è stato l’italo-indiano Gandor del regista nostrano Italo Spinelli che tratta il tema della difficile emancipazione della donna in certe fasce della popolazione indiana. Una storia toccante, che suscita sdegno e compassione, pur senza essere adornata da particolari guizzi registici.
Ho finito la mia maratona domenicale con Let me in, remake dello svedese Lasciami entrare. Diretto da Matt Reeves (di cui ricordiamo Cloverfield) e prodotto dalla rediviva Hammer, il film procede liscio aggiungendo poco o nulla all’originale, a conferma dei miei pregiudizi sull’opportunità di realizzare il solito remake americano. Mentre il film svedese aveva come punto di forza la poesia intrinseca nella storia horror, sostenuta da un ritmo e da un’estetica minimalisti, questo film sembra acutizzare i momenti horror virandoli decisamente verso lo splatter e puntare sull’aspetto romantico, perdendo l’atmosfera che aveva caratterizzato il film di Tomas Alfredson.
Questo Let me in, tra l’altro, è anche uno di quei film che soffrono continuamente del bisogno di spiegare se stessi, attraverso didascalie visive e dialoghi ridondanti. Insomma, casomai non l’aveste visto, recuperate l’originale.
E, come diceva Meryl Streep nei panni di Miranda Priestlyè tutto. Aggiungo che sono distrutta e domani la sveglia suonerà presto per David Fincher e John Cameron Mitchell, quindi ora mi concedo una meritata e lunga dormita. State con me al Festival di Roma!