Cinema che parla al cuore: The dark side of the Sun e il Camp Sundown

The dark side of the moon

The dark side of the Sun Quest’anno al Festival del cinema di Roma è stato presentato un documentario a cavallo tra realtà e animazione, The Dark Side of the Sun realizzato nel corso di tre anni all’interno di un progetto nato per raccontare con delicatezza il dramma sociale dei bambini lunari. Il documentario diretto da Carlo Shalom HintermannLorenzo Ceccotti, di cui potete vedere il trailer qua sotto, è stato realizzato seguendo partecipando in maniera attiva al Camp Sundown – un campo estivo fondato dai genitori di Katie, ragazza di 18 anni affetta da XP, una rara malattia della pelle che rende i raggi del sole nocivi e addirittura mortali.

The Dark Side Of The Sun | English Cinematic Trailer from Lorenzo Ceccotti on Vimeo.

L’iniziativa solidale Tra i protagonisti del documentario c’è Fatima, una ragazza di origini marocchine di ventidue anni che abita nella provincia di Torino con i genitori e altri due fratelli minori, entrambi malati come lei di XP. Nel 2010, grazie al progetto di Hintermann ha potuto partecipare al Camp Sundown: così le si è aperto tutto un nuovo mondo e ha potuto conoscere persone che vivono come lei una vita rovesciata. Quest’anno, grazie al crowdfunding, potrebbe tornarci. Partecipando al progetto su Eppela, chiunque può fare la sua piccola offerta per finanziare il volo per lei e i suoi familiari per New York. In cambio del vostro contributo, potrete ricevere la colonna sonora del film, il film stesso in copia digitale e per i grandi donatori è prevista addirittura una targa nella hall of fame del Camp Sundown. Un attimo… cos’è Eppela? Si tratta di un sito specializzato nella raccolta fondi a partire dal basso per progetti di vario tipo: artistici, imprenditoriali, solidali. La risposta made in Italy ad analoghi progetti statunitensi, per alcuni un modo creativo di realizzare i propri sogni, per molti il primo banco di prova per valutare come il mercato possa rispondere ad un’idea. Che siate visionari senza un soldo o persone comuni che cercano un modo per cambiare in meglio il mondo in cui vivono, ecco il posto giusto: Eppela.

Quest’anno a Natale facciamo un regalo al nostro pianeta con WWF

Quando sono stata invitata a partecipare alla nuova campagna adozioni del WWF la mia mente è volata verso i miei desideri e mi è venuto in mente che uno dei motivi per cui attendo con ansia il mio prossimo trasloco è…

(Credo che ne riparleremo, quindi tanto vale cominciare a scrivere un elenco.)

I motivi per cui non vedo l’ora di andare a vivere da sola.

#1 Adottare un gatto

Sono cresciuta in una casa a metà strada tra il centro abitato e il bucolico nulla cosmico. Da bambina ho sempre avuto la casa circondata di cani, gatti, galline, conigli, varie ed eventuali. Io sono sempre stata una tipina da gatti, però. Sono indipendenti ed eleganti e questo ti fa immaginare che abbiano personalità. E poi, a modo loro, sono sinceri: stanno con te solo se lo desiderano, non fanno come i cani, sempre alla mercé delle voglie del padrone. Forse i gatti mi piacciono perché il mio modello di donna è ritagliato intorno alle tre sorelle che han fatto un patto e alla paladina Lady Oscar. Forse mi piacciono perché, a modo mio, io assomiglio a un gatto (ma non a una gatta!). Fatto sta che ho deciso: a febbraio, quando andrò ad abitare nella casa nuova, adotterò un gattino. Un cucciolo-fagottino che si struscerà indolente sul divano mentre io sarò distratta a guardare un film o che mi passeggerà tra i piedi mentre preparo la cena per due (cioè per me e per il micetto). Ho già gli occhi a cuore!

Tra le cose che invece posso fare anche subito c’è un regalo di Natale che sia anche un gesto d’amore verso gli animali che popolano il nostro pianeta. Come? Adottando una specie! Tranquilli, non ho intenzione di presentarmi a casa degli amici con una tigre al guinzaglio o di trascinare sotto l’albero una vaschetta con una foca. Come ogni anno, il WWF organizza una campagna di adozioni per proteggere le specie di animali in via di estinzione in tutto il pianeta. Dodici specie sono state elette simbolo della campagna di fundrainsing e dell’azione della ONG nel mondo e chiunque potrà scegliere di adottare una di esse per dare il suo piccolo contributo. Quest’anno regalando a un’amica uno dei peluche farò anche una cosa utile – quindi, anche se il peluche finirà dimenticato in una delle nostre stanze piene di oggetti, di certo avrò speso bene i miei soldi.

Ma cosa fa concretamente il WWF per salvare gli animali? Lotta contro il bracconaggio, riabilita animali da rimettere in libertà, lavora sul territorio per proteggere gli habitat delle specie in pericolo. Un quarto dei mammiferi terrestri rischiano di scomparire, ma l’estinzione è come un tumore: è possibile salvarsi se si prende il problema in tempo. Quindi, è arrivato il momento di fare la nostra parte, se non vogliamo avere sulla coscienza le povere tigri asiatiche che, nonostante la stazza, di fronte alla minaccia umana sono più indifese del mio (futuro) gattino.

Come fare ad adottare una specie? Semplice, ci sono pacchetti per tutte le tasche e per tutti i cuori. Per ciascuna forma di adozione riceverete dei gadget che attesteranno il vostro impegno per la natura.

  • Adozione Semplice (donazione a partire da 30€): una lettera di Fulco Pratesi, una scheda sulle caratteristiche ed i rischi corsi dalla specie, un certificato, un grande planisfero con evidenziate le aree di azione del WWF e un adesivo da apporre sull’area tutelata.
  • L’adozione con Peluche (donazione a partire da 50€): include oltre ai materiali dell’adozione semplice un tenero “rappresentante” della specie scelta. I peluche WWF sono realizzati con una grande attenzione all’ambiente e ai bambini essendo privi di componenti tossici che possono venire rilasciati sia in fase di produzione sia di gioco.
  • L’adozione Trio (donazione a partire da 125€) è dedicata ai quattro grandi habitat condivisi dalle specie: trio polare (orso polare, foca, pinguino), trio asiatico (tigre, orango e panda), trio africano (ghepardo, elefante e scimpanzè), trio italiano (orso bruno, lupo e delfino). Per ciascun trio si ricevono i tre peluche ed i rispettivi kit, ciascuno con il planisfero, e i certificati possono essere personalizzati con nomi diversi.
  • Per chi vuole un’adozione a impatto zero, è possibile scegliere l’adozione digitale o “I WWF you” (donazione a partire da 30€), con il panda WWF circondato da un cuoricino, che permette di ricevere uno screensaver, uno sfondo per il desktop e una firma digitale direttamente via mail.

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SANTICORNA a Herat: due donne per le donne in Afganistan

Quanto coraggio ci vuole a partire per Herat (Afghanistan) per insegnare a un gruppo di ragazze del luogo un mestiere? E quanta speranza e fiducia nel futuro del mondo?
La foto di SANTICORNA a Herat
Ilaria e Silvia dal 9 al 21 novembre sono a Herat per sviluppare un progetto di Cesvi Onlus. Stanno insegnando a un gruppo di ragazze afgane l’uso della telecamera e delle tecniche base di montaggio. Alla fine del programma le giovani donne faranno parte di una cooperativa impegnata nella realizzazione di filmati per cerimonie. Nel frattempo documentano l’esperienza e il contesto con video e aggiornamenti costanti. Ho letto per caso di questa avventura – Ilaria è una mia ex coinquilina, nel caso foste curiosi di capire il nesso – e mi è venuta voglia di condividerla con chi legge questo blog. Se volete seguirle anche voi le trovate qui: SANTICORNA su Facebook.