One Hundred Mornings

Di chi puoi fidarti quando il mondo sta finendo?
One hundred mornings
Forse ho visto troppi film, forse sono essenzialmente tragica o, più semplicemente, c’è bisogno di una situazione estrema per scoprire l’essenza delle cose, fatto sta che mi sono immaginata più volte con chi vorrei stare al mondo dopo la fine del mondo. Non è una questione banale e c’è da ammettere che ci vorrebbe anche un po’ di culo. Magari è la fine del mondo e ti trovi in un supermercato sulla Tuscolana, mentre la persona che ami di più al mondo è, per dire, a lavorare a Prati. A quel punto si interrompono le corse dei mezzi pubblici, i mezzi di comunicazione non funzionano più e io continuo a non avere la patente. Credo che scoprire se l’altra persona sia sopravvissuta e ritrovarla sia già un bel lavoretto.
Una volta il mio ex mi disse che se il mondo fosse finito sarebbe andato in capo al mondo per trovarmi, eventualmente salvarmi e sopravvivere nel mondo post-apocalittico con me. Poi quell’amore è finito e l’apocalisse non c’è stata. Insomma, non ancora.
Questo preambolo per introdurvi al tema del primo film visto all’Irish Film FestaOne Hundred Mornings. Scusate se ho fatto un po’ la spiritosa, in realtà c’è poco da scherzare e questo film è stato doloroso quanto un calcio in bocca per l’anima. Peccato che non sia mai uscito in Italia perché con tutta la sua desolante amarezza è un vero gioiello, dotato tra l’altro di una bellissima fotografia che alterna chiaroscuri e bagliori della natura irlandese e di un ottimo cast. Irlanda, in un presente non ben definito una qualche calamità si è abbattuta sul mondo e sull’umanità. Siamo introdotti nel racconto in medias res, nella casa di legno dove convivono indolenti due coppie: sembrerebbe una molto noiosa vacanza in campagna, ma apprendiamo presto che il cibo è razionato e manca la corrente elettrica. Tutti sono inchiodati l’uno all’altro in un presente senza futuro: non tentano di fare nulla di eroico, semplicemente vanno avanti con la cupa prospettiva di giornate sempre uguali o peggiori.
La domanda del claim che ho riportato all’inizio potrebbe anche diventare: quale relazione potrebbe sopravvivere alla fine del mondo, alla profonda solitudine, alla spietata necessità di sopravvivere? La risposta del film non è confortante.
Per molti versi One Hundred Mornings ricorda l’ancora più violento e amaro The Road, ma se nel film con Viggo Mortensen c’era ancora un barlume di speranza nella capacità di preservare sentimenti umani in questo film irlandese anche quest’ultima manca del tutto. Le relazioni tra i personaggi sono sottoposte a un inevitabile e lento disfacimento mentre avvengono fatti sempre più atroci. Uno sgretolamento dei rapporti che procede pezzo per pezzo lasciando alla fine un grande e incolmabile vuoto.

Torna anche quest’anno l’IrishFilmFesta: per riscaldare l’inverno cinefilo con il calore dublinese

Comincia giovedì primo dicembre e dura per cinque giorni il festival cinematografico dedicato al cinema irlandese. L’IrishFilmFesta, ospitato anche quest’anno dalla Casa del Cinema, è aperto al pubblico, che potrà vedere gratuitamente tutti gli spettacoli. Giunto alla sua quinta edizione, l’IrishFilmFesta promette un lungo week-end con un programma ricco di chicche in pellicola, incontri con i protagonisti del cinema e della letteratura irlandese e un’atmosfera calorosa e familiare che ricorda davvero la terra più verde d’Europa (complice la location in mezzo al parco di Villa Borghese e la pioggia, che, immagino, arriverà puntuale anche quest’anno).

Ecco la mia personale agenda di film da non perdere:

  1. The Guard. Film d’apertura del festival, racconta lo scontro di personalità tra un antieroico e irresistibile agente di polizia irlandese (interpretato da Brendan Gleeson) e un agente dell’FBI. Sarà proiettato giovedì 1 dicembre alle 20:30. Trailer.
  2. Rewind. Dopo essersi rifatta una vita, una donna, ex alcolista, viene rigettata nel passato da un ex fidanzato (ed ex galeotto). Sarà proiettato giovedì 1 dicembre alle 22:30. Trailer.
  3. One Hundred Mornings. Forse il titolo che mi interessa di più. Due coppie rifugiate in una casa ai confini della civiltà in un tempo di completo collasso della società civile. Sarà proiettato venerdì 2 dicembre alle 21:30. Trailer.
  4. [RETROSPETTIVA] The Butcher Boy. Una storia di violenza e follia ambientata negli anni Settanta, sotto gli occhi ancora vergini di un ragazzino. Diretto da Neil Jordan nel 1997, quello che è considerato il miglior film irlandese di tutti i tempi. Sarà proiettato sabato 3 dicembre alle 15:30. Trailer. A seguire: incontro con Stephen Rea.
  5. Parked. La strana amicizia tra un uomo di mezza età che vive in un’automobile e un tossicodipendente di 21 anni. Sarà proiettato sabato 3 dicembre alle 20:30. Trailer.
  6. The Runway. Un pilota sudamericano giunto nella campagna irlandese con un atterraggio di fortuna, viene aiutato dagli abitanti del luogo per costruire una pista di decollo per ripartire. Sarà proiettato domenica 4 dicembre alle 16:00. Trailer.
  7. The Pier. Il ritorno in patria di Jack, gabbato dal padre che gli fa credere d’essere in punto di morte. Sarà proiettato domenica 4 dicembre alle 18:30. Intervista al regista e sceneggiatore Gerald Hurley.

Per il programma completo clicca qui.

The Escapist: evasione dal carcere in grande stile

The escapistPresentato all’IrishFilmfesta a Roma e mai distribuito in Italia prima d’ora, The Escapist, esordio del regista Rupert Wyatt coprodotto da Irlanda e Gran Bretagna, è una rara perla cinematografica, uno di quei primi colpi che conquistano e riempiono di aspettative il cinefilo alla ricerca di sorprese.

Per questa ragione, mi segno mentalmente Rise of the Apes, il secondo lungometraggio di Wyatt, attualmente in post-produzione. Per chi poi volesse recuperare questo film, ho notato che si può facilmente trovare in rete una versione sottotitolata in italiano, ma… io non vi ho detto nulla! Il film si inserisce nel prolifico filone prison-break, che produce spesso risultati interessanti perché coglie gli uomini nel tantativo di riconquistare un bene dato per scontato, la libertà, e li dipinge in un contesto regolato da norme “incivili”. È il contesto estremo di privazione e stato brado a portare lo spettatore a una subitanea e profonda empatia con i prigionieri, vittime di una condizione considerata ingiusta a prescindere dalla colpa.

Non a caso, infatti, noi non sappiamo quale reato stiano scontando i protagonisti, ma conosciamo solo la lunghezza della pena. Sappiamo però qualcosa delle loro peculiarità, di chi sono dentro il carcere e di chi erano fuori. Ed è da fuori che erompe il bisogno di fuggire, quando Frank Perry (Brian Cox) scopre che sua figlia sta per morire a causa di un problema cardiaco: allora raccoglie intorno a sè un gruppo di persone che per amicizia o per necessità vuole includere nel suo piano: il piccolo chimico delle droghe Batista (Seu Jorge, già visto in esibizioni musicali nel film Le avventure acquatiche di Steve Zissou), il drago delle serrature Lenny Drake (Joseph Fiennes), il suo amico Brodie, esperto di sotterranei (Liam Cunningham)e il nuovo arrivato Lacey (Dominic Cooper). Man mano che il tempo passa e le cose si fanno difficili, siamo anche noi suoi complici dell’intricata trama. In un continuo flashforward e flashback, The Escapist alterna la presentazione dei protagonisti e della loro vicenda umana e il momento dell’evasione con un montaggio al cardiopalma e un ritmo narrativo pressoché perfetto. Agile e allo stesso tempo caldo, si avvicina alla perfezione formale con il connubio perfetto tra colonna sonora e ritmo visivo delle scene. Con hitchcockiano amore verso i dettagli ci porta per mano fuori dal carcere, facendoci seguire col fiato corto i suoi protagonisti, fino a ribaltare tutto ciò che abbiamo visto con un audace cambio di paradigma finale. Indicazioni terapeutiche: una disperata riflessione su dove sia la vera libertà.

Irish Film Festa: l’Irlanda a Roma

Irish Film FestaMi capita, sin troppo spesso, che i film che vedo raccontino la mia vita o che la mia vita somigli a un film, ma non mi era mai capitato prima che un festival fosse l’occasione per pregustare un viaggio da fare a breve. Coincidenza casuale, ma di ottimo auspicio: quasi subito dopo il festival del cinema irlandese a Roma andrò per la prima volta a Dublino. Ma forse non tutti sono interessati a conoscere la mia prossima meta turistica, che in questo momento non è altro che un pretesto per presentarvi, appunto, l’Irish Film Festa.
Se pensate che vi scorrano fiumi di Guinness vi sbagliate, perché l’unica ebrezza sarà quella della scoperta cinefila e quest’anno il programma sembra quanto mai ricco: dal 24 al 28 novembre 2010 presso la Casa del Cinema si aprirà una finestra sulla verde Irlanda con una interessante selezione di film, documentari e cortometraggi e con alcuni convegni d’approfondimento. Tutto questo gratis, il che di questi tempi non fa male a nessuno. Ecco le chicche da non perdere:
  1. Due film di Neil Jordan, regista originario di Dublino celebre per aver diretto, tra gli altri, Intervista col vampiro. Sabato 27 novembre alle 15:30 sarà proiettato il suo primo film Angel (con Stephen Rea) del 1982. Sempre sabato alle 22:00 sarà proiettato il suo film del 2009 Ondine interpretato da Colin Farrel, presentato al Toronto International Film Festival e mai distribuito in Italia.
  2. Alcuni tra i più interessanti esordi degli ultimi anni nel panorama cinematografico irlandese, che non hanno ancora trovato distribuzione nel nostro Paese. The Escapist (di Rupert Wyatt, 2008) una fuga dal carcere per motivi di famiglia. Proiezione: giovedì 25 novembre alle 20:00. Nothing Personal (della regista polacca Ursula Antoniaic, 2009) un racconto on the road che attraversa Olanda e Irlanda e vede l’incontro tra un uomo solitario e una giovane vagabonda. Proiezione: sabato 27 novembre alle 18:30.
  3. L’ultimo film di Olivier Hirshbieger, diventato famoso con The Experiment e La caduta, film televisivo in co-produzione britannica/irlandese, con uno dei più grandi attori dell’Irlanda del Nord, Liam Neeson: Five minutes of Heaven la storia dell’incontro tra un ex terrorista dell’UVF e il fratello di una sua vittima dopo venticinque anni dall’omicidio. Proiezione: domenica 28 novembre alle 15:00.
  4. Il film d’animazione The Secret of Kells di Tomm Moore, candidato agli Oscar 2010 come miglior film d’animazione. Proiezione: domenica 28 novembre alle 18:00. A seguire incontro con l’animatore Alberto Cassano sul making of del film.
  5. Peacefire (di Macdara Vallely), tratto dall’ominima piece teatrale, racconta la storia del figlio di un uomo dell’IRA ucciso durante i Troubles, che diventa per caso informatore della polizia. Proiezione: venerdì 26 novembre alle 20:00.
  6. I convegni: segnateveli con la penna rossa sull’agenda, si preannunciano molto interessanti. Mercoledì, 24 novembre alle 10:00. “Going Irish” – Convegno sulle opportunità di co-produzione fra Italia e Irlanda; Giovedì, 25 novembre alle 18:00. “Just published” – Novità letterarie sull’Irlanda, segnalazioni. Presentazione del libro “James Joyce and the Cinema” di John McCourt Interviene l’autore, con Barry McCrea (Yale University – USA);
    Venerdì, 26 novembre alle 18:00. “Il doppiaggio dei film irlandesi” – Conferenza di Andrea Binelli (Università di Trento) – Interviene Carlo Cosolo, direttore di doppiaggio;
    Sabato, 27 novembre alle 20:00. “Lezione di cinema irlandeseAine O’Healy (Loyola Marymount University– USA) con Susanna Pellis, Direttore Artistico di IrishFilmFesta;
    Domenica, 28 novembre alle 16:45.Introduzione alla mitologia irlandese” – conferenza di Kay McCarthy.
  7. I documentari: His & hers (di Ken Wadrop), curioso excursus sugli uomini visti dalle donne che attraversa in 70 storie di vita, generazioni di donne irlandesi. Proiezione: giovedì 25 novembre alle 16:00. Waveriders (di Joel Conroy), un documentario sul surf. Proiezione: giovedì 25 novembre alle 22:00.

Inoltre, per la prima volta ci sarà anche un concorso per dieci cortometraggi irlandesi. Allora chi viene con me? Dai che dopo si conclude all’Irish pub!