Amore & altri rimedi

Amore e altri rimedi
La sera di San Valentino ho visto un film romantico. Da sola.
Eh sì, niente atmosfere soft e moine, il mio menù della serata comprendeva solo l’anteprima stampa della commedia romantica Amore & altri rimedi, ora nelle sale. A onor del vero non ero proprio sola, ma avevo attorno una sacco di quella adorabile brutta gente che partecipa alle anteprime stampa. Insomma sono così votata alla passione per il cinema, che al suo altare ho sacrificato l’ipotesi di cioccolatini, lume di candela, cuscini a forma di cuore e tapparelle abbassate (non necessariamente in quest’ordine). Comunque sia suppongo che la data sia di per sé in grado di scombussolare gli estrogeni, perché non appena è comparso Jake Gyllenhaal il mio primo pensiero è stato: ma quando è diventato così sexy!? Forse dal trailer non si capisce abbastanza, ma state attente ragazze: non guardate il film con un fidanzato geloso perché l’ex Donnie Darko in versione play-boy è una roba da urlo. Vogliate scusarmi per la parentesi ormonale, torno subito seria e vado a parlare del film.
Un autentico tombeur de femmes, Jamie Randall (interpretato dal sopra citato Gyllenhaal), il cui talento è la seduzione, trova lavoro come rappresentante farmaceutico. Ed è facendo questo lavoro che incontra, nello studio di un medico, la bella Maggie Murdock (Anne Hathaway) con un seno di fuori. Subito decide di provarci, ma riceve in cambio una sberla. Com’è e come non è, prevedibilmente i due finiscono a letto insieme. Lei soffre di una grave malattia degenerativa e non vuole la carità altrui, quindi sembra decisa quanto lui a non fare diventare la loro storia bollente una relazione. Eppure… Non c’è bisogno che vada avanti a spiegarvi come continua la storia perché capiate che invece l’amore è l’ovvio effetto collaterale al quale vanno incontro. D’altra parte il claim sulla locandina è già una promessa mascherata da domanda: “Insieme per la notte o per la vita“.
La love story piuttosto ordinaria è vivacizzata dalle evoluzioni della carriera professionale di Jamie, che si trova a diventare uno dei primi rappresentanti del farmaco che ha cambiato la vita a milioni di uomini in tutto il mondo: il viagra. Situazioni piccanti e qualche battuta veramente grandiosa rendono tutto sommato sopportabile il ricorso a piene mani al manuale della commedia romantica.
Indicazioni terapeutiche: per ragazze che cercano una storia che plachi le loro ondate ormonali e allo stesso tempo le rassicuri sulla favola senza tempo dell’amore.

Zodiac: un thriller (niente di esaltante)

Zodiac
La storia del serial killer californiano è un bel thriller, un film che si lascia guardare con piacere, ma… chi va a vederlo con in mente Fight Club potrebbe restare deluso. Non è l’assenza di Brad Pitt che pesa sul giudizio, ma piuttosto due limiti, il primo dei quali era presente in nuce nel soggetto. Mi riferisco al fatto che si tratti di una storia vera: ciò che di solito è un valore aggiunto, ma in questo caso sembra attenuare/bloccare lo stile del regista. L’altro limite è una seconda parte un po’ pesante: troppi dialoghi, troppi elementi, troppe date – in effetti in questo caso non so se il limite sia insito nella storia o nel modo di raccontarla. Comunque ne risulta un overload informativo che schiaccia la tensione.
Detto ciò, Zodiac resta un film molto gradevole, sia dal punto di vista dei contenuti che dal punto di vista delle immagini. Senza eccessi nella rappresentazione della violenza, offre qualche spunto di riflessione interessante: sui limiti delle indagini poliziesche, su quanto possa incidere un avvenimento di cronaca nella vita di una persona e, a volercelo vedere, sull’etica giornalistica. Bel cast: notevole interpretazione di Robert Downey Jr. nei panni del giornalista cinico e alcolizzato, accanto a un Jake Gyllenhaal non proprio in splendida forma.
Indicazioni terapeutiche: utile per tenere la mente in allenamento, indicato per soggetti appassionati di gialli e thriller.