[Diario del Festival del cinema di Roma] Jesus Henry Christ un eccentrico ritratto di famiglia

Henry Jesus Christ
Una commedia sgangherata e deliziosa questa prodotta da Julia Roberts e diretta e sceneggiata dal cineasta quasi esordiente Dennis Lee (ha al suo attivo una commedia del 2008, Fireflies in the garden – Un segreto tra di noi, e due cortometraggi tra cui quello a cui si ispira questo secondo film). Dopo la presentazione in anteprima al Tribecca Film Festival, è arrivato anche a Roma Jesus Henry Christ: inserito nella selezione Alice nella città e un po’ svantaggiato dagli orari mattutini, questo film indipendente è coinvolgente, fresco, allegro e ha fatto scappare qualche lacrimuccia impertinente alla sottoscritta.
Attraverso la storia di una coraggiosa madre single e del suo prodigioso figlio nato attraverso la fecondazione artificiale (un piccolo genio che ricorda tutto ciò che ha visto nella sua vita, sin dal primo momento), Jesus Henry Christ parla della potenza dei legami familiari (biologici e non solo) e lo fa con ironia e con un linguaggio originale sia sul piano narrativo che su quello visivo. L’affiatamento tra gli attori crea una rara alchimia, in cui nessuno primeggia o sovrasta gli altri, ma tutti sono parte di un quadro curioso e multicolore che passa dal nero della black com alle luminose tonalità del racconto di formazione, con qualche stria di giallo e mistero. Il film di Dennis Lee riflette su tutte le età della vita, ma soprattutto sul modo in cui l’individuo può realizzare se stesso restando comunque fedele alle proprie radici e alla propria storia.
In agenda oggi: Turn me on, goddammit! sui primi turbamenti erotici di una adolescente norvegese, l’imperdibile lezione di cinema del regista Michael Mann e La femme du cinquième con il bel Ethan Hawks. 😉 Se volete seguire le mie cronache dal Festival, sono su Twitter con tutte le impressioni a caldo, le osservazioni curiose e i personaggi del Festival.