John Rambo: fate la guerra, non fate l’amore

John Rambo
C’è una mia amica che sostiene che la violenza estrema al cinema sia catartica. Insomma… forse avevo bisogno proprio di questa sboronata del vecchio Sylvester Stallone per riprendermi da una settimana un po’ stressante. Fatto sta che ho rimandato ancora Il Petroliere e il premio Oscar Non è un paese per vecchi e sono andata a vedere solo John Rambo questo weekend.
Un film così immondo non si vedeva dagli anni Ottanta. E noi che in quegli anni eravamo dei mostriciattoli in fasce ci sguazziamo anche oggi: sì, sguazziamo felici tra il fango e il sangue! Il nuovo equipaggiamento di Rambo con arco e freccie è molto affascinante, ma non temete: a un certo punto il nostro eroe avrà a disposizione armi da fuoco con una interminabile carica di proiettili. La violenza roboante, esagerata, inverosimile. Alcune scene sono quasi caricaturali: indimenticabile Stallone che strizza come un limone il collo di un birmano, finché non inizia a grondare il sangue dalla giugulare; oppure quello che viene sbudellato con un coltello, che cadendo si apre in due come un libro. È fantastico, ragazzi e… molto divertente!
Il tutto è assolutamente pretestuoso. Mentre con Rocky Balboa potevamo ancora vedere lo spessore del protagonista, qui Stallone/Rambo è spesso come un foglio di carta velina. La violenza è diventata una ragione di vita, ma anche l’unica realtà di un mondo dipinto con ingenue tinte fosche, in cui, infine, anche i portatori di pace si piegano alla legge del taglione.
Una noticina la merita il corpo ultra-muscoloso di Stallone: sempre più stallone e sempre meno umano, a quanto pare. Trovo che dovrebbe parlare con un medico.
Non capisco una cosa, però: se Sylvester Stallone in questa riedizione dei vecchi cult dei tempi che furono si prenda sul serio. Leggo che sta producendo un film sul grande Edgar Alan Poe, sono preoccupata – anche se in parte mi conforta sapere che il protagonista sarà Viggo Mortensen. Forse qualcuno dovrebbe fermarlo, magari proprio Rambo.
Indicazioni terapeutiche: un salutare bagno di fango e sangue, coatto e rinvigorente come una lampada.