I ragazzi stanno bene: una tradizionalissima famiglia lesbica

I ragazzi stanno beneUna quotidianità tutto sommato ordinaria: a tavola tutti insieme a discutere dei biglietti d’auguri da spedire, figli che parlano della scuola o degli amici e piccole trasgressioni sessuali relegate alle ore notturne. L’unica cosa strana è che anziché avere una mamma e un papà Joni (Mia Wasikowska, quella di Alice in the Wonderland) e Laser (Josh Hutcherson) hanno due mamme: Nic (Annette Bening, la mamma-papà) e Jules (Julianne Moore, la mamma-mamma).
Un menage molto rosa, anche se non mancano le ombre: i litigi, i contrasti, le incomprensioni. Perché, come dice una delle protagoniste: “Il matrimonio è una fottuta maratona“. E in una maratona se non ci può fermare per riposare, qualche volte si inciampa e si cade, altre volte semplicemente ci si stanca. Ed è tra le braccia dell’un eccentrico donatore di sperma, padre naturale dei due ragazzi (interpretato dal macho tenerone Mark Ruffalo), che cade la bella Jules.
Eppure, se c’è un senso in quello che questo film trasmette, è che l’amore può superare anche gli ostacoli di un tardo risveglio ormonale eterosessuale. In questo la famiglia lesbica rappresentata mostra una grande solidità e sembra addirittura più tradizionale di qualsiasi famiglia “normale”.

Bravissime le protagoniste del film che duettano con lo charme e la grinta di due ottime attrici circa-cinquantenni, incarnando i personaggi disegnati dalle parole della regista Lisa Cholodenko e del co-sceneggiatore Stuart Blumberg. E proprio la sceneggiatura, pur non avendo imprevedibili svolte o originali svolazzi narrativi, è brillante, chiacchierona, divertente ed estremamente aderente alla vita e ai sentimenti quotidiani di qualunque famiglia. Quanto basta, insomma, per fare di questo film una visione gradevole, emozionante e coinvolgente.
Indicazioni terapeutiche: una frizzante aspirina per guarire con un sorriso dalle piccole fughe matrimoniali.