La guerra di Charlie Wilson: molto fredda, molto cinica

La guerra di Charlie WilsonUna sceneggiatura caustica ed elegante, studiata molto bene nel ritmo: la cadenza delle battute accompagna lo svolgersi della Storia, in un ideale crescendo. Grandi attori protagonisti: un Tom Hanks molto convincente nel ruolo del politico che si circonda di donne e piaceri, ma poi trova lo spirito per iniziare una vera guerra; una Julia Roberts di ferro, con una severità nello sguardo e una forza caratteriale tali da atterrare qualunque uomo; un Philip Seymour Hoffman che, nonostante il cinismo e le palle quadrate è il meno antipatico tra tutti i personaggi. Intorno a loro una serie di attrici e attori validi che reggono il gioco.
Il gioco è quello tessuto da Mike Nichols (il regista di Closer e di Il laureato, per intenderci) su una storia vera, quella di Charlie Wilson. Costui era un deputato americano che durante la guerra fredda trasformò la resistenza afgana contro l’Urss comunista in un polveriere. Interessante la costruzione del protagonista: un quadro a tutto tondo che mette a nudo le debolezze e definisce il punto di vista. Raffigurazione molto profonda di un politico che, in Italia, è un nome quasi sconosciuto, il film ci fa calare in una umanità ben delineata – anche se, magari, sgradevole.
Nonostante questo è un film sine sale, che manca di coinvolgere a livello emotivo: la distanza tra il mondo dei protagonisti e il nostro appare incolmata. Un film godibile solo a livello cerebrale, che difficilmente tocca le viscere dello spettatore.
La conclusione amara del film ne denuda le fondamenta ideologiche ed è la chiave per l’interpretazione della storia: Nichols ci vuole mostrare un errore nella chiusura di partita, non una partita sbagliata. Ma la chiave sta anche nella storiella raccontata da Philip Seymour Hoffman, sull’imprevedibilità degli esiti di un’azione: “E il maestro zen disse: vedremo!
Indicazioni terapeutiche: una pillola di storia recente che aiuta a capire alcuni meccanismi della Guerra Fredda e della politica statunitense.