Marilyn

Vi diranno che Michelle Williams non si avvicina nemmeno lontanamente alla fragilità, bellezza, sensualità di Marilyn: mentono sapendo di mentire, probabilmente per invidia. Bastano i primi due minuti di film perché il cuore si fermi in gola. Persino io, che sulla carta non credevo nella Williams nei panni della donna più sexy di tutti i tempi, avevo le lacrime agli occhi: era lei in tutta la sua rotonda femminilità.
Michelle Williams in Marylin

Piuttosto snobbato dalla critica italiana dopo la presentazione al Festival del film di Roma, Marilyn (titolo originale: My Week with Marilyn) di Simon Curtis non ha avuto una sorte migliore agli Oscar, dove la protagonista Michelle Williams si è vista soffiare la statuetta come miglior attrice protagonista dalla solita Meryl (ho sempre ammirato la Streep, ma dopo il terzo Oscar qualcuno dovrebbe fermarla). Il film sarà nelle sale italiane da venerdì, troppo lontano da festival e premi per sfruttarne l’onda, e ancora una volta poco chiacchierato in un periodo tradizionalmente abbastanza sfigato – quello primaverile/estivo. Vi ripropongo questa breve recensione di Marilyn e per una volta vi chiedo di sacrificare due ore d’aria e chiudervi in sala: poi ditemi se non ho ragione.

Michelle Williams in Marylin | Scena 2

Dal mio punto di vista la prima cosa che colpisce in Marilyn è proprio l’incredibile performance di Michelle Williams. Non ci sono dubbi sul fatto che quella che per la mia generazione resterà la Jen di Dawson’s Creek sia cresciuta e sia diventata una donna e un’attrice stupefacente: Michelle ha studiato e assorbito così bene le movenze, i tic e la sensualità della grande diva americana da lasciare a bocca aperta. No, di più, da togliere il fiato. Se questa non è roba da Oscar posso anche smettere di andare al cinema. Attorno a lei ci sono almeno altri due grandi attori, entrambi di scuola britannica – Kenneth Brannagh e Judi Dench – più i due giovani Emma Watson ed Eddie Redmayne: con tutto questo ben di dio intorno la stella della Williams non è minimamente offuscata, anzi, risplende su tutto il resto del cast.

Michelle Williams in Marylin

Il biopic tratto dalle memorie di Colin Clark è il ritratto di una donna intelligente, seducente, talentuosa, nevrotica e fragile: credo di non sbagliarmi se penso che questa immagine le renda giustizia nella sua complessità. Marilyn è la prima vittima incompresa dello star system – vittima, principalmente di un carattere molto più debole di quanto stile di vita e grandezza del personaggio avrebbero richiesto. Dall’altra parte il giovane Colin rappresenta la capacità di un poco più che ventenne di seguire i propri sogni e i propri desideri  e di farlo con intelligente ostinazione. L’arco di crescita del personaggio è molto interessante: lo vediamo perdere in qualche modo la sua vergine ingenuità, acquistando una pragmatica consapevolezza che sboccia in una matura lucidità di visione. Nel complesso Marilyn è un film spiritoso, profondo e coinvolgente sul piano emotivo. Da non perdere.

Michelle Williams in Marylin