Cattivi propositi per il 2012

Di buoni propositi sono piene le timeline, i blog e ovviamente non manca l’hashtag #buonipropositi. Non manca chi si lamenta dell’inflazione di buonismo e chi si propone di non avere propositi. L’anno scorso scrissi un post illuminato con il neon dell’ottimismo, con cui tiravo le somme su un anno, il 2010, che mi sembrava si chiudesse veramente bene. L’unico proposito per il 2011 lo accennai senza scriverlo, come se fosse un desiderio espresso in silenzio davanti all’illusione di una stella cadente e, in effetti, fece la stessa fine dei desideri non esauditi di milioni di persone che restano col naso per aria. Sapendo che nessun buon proposito resta impunito, in quest’anno che inizia con l’ombra dell’inflazionato calendario Maya e di un 2011 piuttosto deludente e amarognolo, mi permetto di appendere il nuovo calendario con una botta di cinismo e di cominciare con 12 cattivi propositi per il 2012.
Cattivo ragazzo: Alex in Arancia meccanica
  1. Fare fuori le persone nocive. No, non diventerò una specie di giustiziera alla Lisbeth Salander, non ho intenzione di ammazzare nessuno – per il momento. L’idea è più che altro quella di allontanare scientificamente e senza pietà tutti gli individui che volenti o nolenti mi feriscono, se non altro quando la scelta è in qualche modo tra me e loro.
  2. Coltivare i vizi. Non tutti, solo alcuni. Giusto per non sentirmi una cretina completa se, verso la fine dell’anno, un secondo Big Bang dovesse sorprenderci dimostrando che in fondo le vecchie profezie sono più credibili delle promesse dei nostri politici.
  3. Essere meno disponibile. Anche questo proposito si deve intendere in senso relativo, non assoluto: in pratica significa più paletti, meno regali – specialmente regali che col tempo diventano consuetudini per cui non è prevista nemmeno la gratitudine.
  4. Non credere a nient’altro che ai miei sensi. Compreso il sesto.
  5. Chiudere il telefono in faccia a chi se lo merita.
  6. Smettere di amare troppo. E iniziare ad amare poco e niente.
  7. Essere irresponsabile. Almeno, esserlo nella misura in cui quest’atteggiamento mi aiuta a santificare l’istinto senza pensare troppo al futuro. [Tanto puoi essere responsabile quanto vuoi, che basta una crisi mondiale a sfanculare i tuoi progetti.]
  8. Ingrassare. Alla faccia di tutti quelli che si mettono a dieta.
  9. Imparare a chiedere. Sfacciatamente, senza pudore.
  10. Tirare i dadi, puntare tutto e accettare quello che succede. Tutte le volte che può servirmi a imparare qualcosa di nuovo, tutte le volte che può farmi sentire viva.
  11. Riservarmi la possibilità di contraddire me stessa. Così se per caso i cattivi propositi dovessero essere efficaci quanto quelli buoni potrò sempre appellarmi all’idea che la coerenza non sia un obbligo né una virtù.
  12. Buttare i manuali, persino questo. E seguire le strade che mi si aprono davanti.

PS: sì, questo è un post programmato con studiato anticipo e quindi no, non mi sono messa a scrivere mentre gli altri si ubriacano e si scambiano gli auguri. Probabilmente, a quest’ora sarò abbastanza brilla anche io, solo che mi sembrava carino far uscire questo post proprio a mezzanotte, come il tappo di spumante, il fuoco d’artificio, come la fine del conto alla rovescia, come un messaggio a tutti quelli che oggi e nei prossimi giorni passeranno da questo blog e ai quali auguro, nonostante le premesse, un meraviglioso – stupefacente – 2012!