Million Dollar Baby: un Eastwood da Oscar

Million Dollar BabyMillion dollar baby potrebbe sembrare l’ennesimo film sui fallimenti riscattati attraverso lo sport, su campioni che nascono dal nulla in mezzo al sudore delle palestre. Maggie (Hilary Swank) è una cameriera che sogna di diventare boxeur, una donna che nella sua vita ha conosciuto solo il sacrificio e la miseria, in tutti i sensi. Senza famiglia, perché la sua famiglia è più che altro causa di guai, senza un uomo: la sua unica speranza è cominciare a combattere. E lei è una guerriera, in tutti i sensi. Potrebbe essere l’ennesima storia di rivalsa, un po’ una Rocky donna, ma in questo film c’è qualcosa di più. Che è valso tanti Oscar al vecchio Clint.
Ci sono personaggi profondi, realmente tridimensionali, con le loro fisse, le loro macchie, i loro pregi. Frankie (Clint Eastwood) è un uomo ruvido, incartapecorito nel cuore come nel volto da solchi profondi. Un padre fallito e un allenatore iperprotettivo, che cerca la rivincita in una giovane donna che vuole a tutti i costi diventare una campionessa di boxe. Eddie (Morgan Freeman), ex pugile, è la controparte di Frankie: un vecchio saggio che riporta l’equilibrio, un uomo che può vedere con un solo occhio, ma che è capace di comprendere i desideri delle persone.
C’è una svolta non scontata nella storia, che mette in luce, attraverso la caduta, la forza di lei e la sensibilità di lui. Un film che parla di valori profondi, di amore, comprensione, riscatto. Un film che parla di famiglia contrapponendo a quella naturale una famiglia elettiva.
Indicazioni terapeutiche: un farmaco da tenere a mente, adatto a tutti coloro che vogliono, sopra ogni cosa, superare i propri limiti.

Una settimana da Dio: fenomenali poteri cosmici…

Una settimana da DioDopo le recensioni che avevo letto, non avevo nessuna voglia di vedere Una settimana da Dio, poi, in uno scialbo e ozioso pomeriggio estivo, ho deciso di riempire un’ora e mezza con una commedia senza troppe pretese… ed è stata una sorpresa!
L’idea è semplice. Quante volte ce la siamo presa con Dio: “Se esisti dimmi a che cosa stai pensando!”… e se da un giorno all’altro ci ritrovassimo ad avere i suoi poteri e le sue responsabilità? È quello che succede a Bruce (Jim Carrey), giornalista di una piccola rete locale dalla carriera bloccata, che probabilmente ha strillato un po’ troppo forte contro il padreterno. Se all’inizio tutto sembra la realizzazione di un sogno di potenza, da un certo punto in poi il protagonista dovrà fare i conti con i danni che ha provocato.
È inutile resistere, le capacità espressive di Jim Carrey mi fanno impazzire: i movimenti esagerati e la mimica caricaturale calano in qualsiasi trama un’ironia che pochi attori riescono a veicolare esclusivamente con il corpo. La sua personalità esplode nelle possibilità illimitate della sua faccia di gomma (non stupisce nessuno che sia stato The Mask) e le sue battute non possono nemmeno essere immaginate senza mugugni e smorfie. Una settimana da Dio non sarebbe un gran film senza la statura del plastico Jim – nonostante molte ottime trovate. Il resto del cast? Morgan Freeman è un onnipotente affascinante e paterno; Jennifer Aniston è la fidanzata che chiunque vorrebbe: sexy e bella di un bellezza non troppo chiassosa.
Un film spensierato e dissacrante: i luoghi comuni sulla religione cristiana sono raccolti e appiccicati senza troppa attenzione, i grandi miti sono usati come canovacci per piccole gag, la carriera e il lavoro si contrappongono all’emotività e all’amore, nel migliore stile americano. Ovviamente non manca il sesso: che cosa fareste se aveste fenomenali poteri cosmici? Implacabile arriva la morale finale. Ma abbiamo riso per un’ora e mezza e accettiamo di buon grado anche il predicozzo. Un film che fa ridere, colpendo spesso alle zone basse: se è questo che volete, questo vi basterà.
E per finire… il monologo più blasfemo che si possa sentire in una commedia:
Va bene! A mani nude vecchio mio! Fatti sotto, fammi vedere la tua ira… puniscimi, oh potente punitore!!! Sei tu che dovresti essere licenziato: l’unico da queste parti, che non fa il suo dovere, sei tu!!! Rispondimi!!!
Indicazioni terapeutiche: favorisce le risate e il buon umore, se la dose non dovesse essere sufficiente si consiglia la visione di un’altra commedia qualsiasi con il plastico-Jim.