Into Paradiso: sui tetti di Napoli

Into Paradiso
Ambientato nella Napoli dei nostri giorni, Into Paradiso, presentato a Venezia nella sezione Controcampo Italiano, ha come protagonisti due personaggi emblematici: Gayan (Saman Anthony), immigrato dallo Sri Lanka per un malinteso, e Alfonso (Gianfelice Imparato), un ricercatore precario che ha perso il suo lavoro e, anch’egli per un malinteso, si trova braccato dalla malavita locale. L’esordio alla regia di Paola Randi, che ha già sul curriculum qualche corto, ma nessun altro lungometraggio, è un film sognante e sopra le righe, una favola moderna che parla di come possa avvenire l’incontro culturale in una società multietnica.

Ho scritto questa recensione per Cinema 4 Stelle: continua a leggerla.
Indicazioni terapeutiche: per molti, ma non per tutti, Into Paradiso è una cura contro la xenofobia e il pregiudizio a base di equivoci e risate.

Una critica per caso: diario della Mostra del cinema Venezia 2010 – 7 e 8 settembre

Ballata triste dell'odio e dell'amore
Presentato ieri in presenza del regista, del cast del film e della giuria di Venezia 67 (Quentin Tarantino incluso nel prezzo) il film Balada triste de trompeta… e io potrò dire io c’ero!!! Se non ci credete, potete sempre dare un’occhiata alle foto che ho scattato.
All’altezza delle mie aspettative e forse persino più in alto, la pellicola del regista spagnolo Alex de la Iglesia è visionaria, tragica, eccessiva, violenta, commovente e a momenti persino trash. Una pellicola complessa, i cui protagonisti si sviluppano su diversi e contrastanti livelli e il cui intreccio si muove sui paradossi e le contraddizioni della vita e della psiche umana. Alcune scene sono da restarci secchi e il finale lascia senza fiato: il pubblico in sala l’ha seguita con una partecipazione da stadio e Tarantino è uscito dalla sala con un ghigno di soddisfazione. Tifo per il Leone d’oro.
Nemmeno questa volta sono riuscita a chiedere a QT di sposarmi, temo che dovrà tornare in America a mani vuote. Peccato! Oggi ho cominciato la mia giornata con un nubifragio che per poco mi impediva di arrivare al Lido e dopo aver preso il vaporetto mi è venuto il mal di mare… e non mi è ancora passato. Aldilà di questi trascurabili dettagli di colore personali, il primo film della giornata è stato The Town, il secondo film della famiglia Affleck in mostra. Ben Affleck scende un po’ al di sotto delle potenzialità che aveva dimostrato sia in Will Hunting – Genio ribelle come sceneggiatore, sia nella sua prima regia Gone, baby, gone, facendo un film senza infamia nè lode, in tutto simile a molti action già visti. In conferenza stampa afferma di aver preso in qualche modo spunto dall’italiano Gomorra per raccontare come un luogo possa in qualche modo frenare e rendere difficile il cambiamento individuale, risucchiando un uomo in una spirale di criminalità e violenza.

Una critica per caso: diario della Mostra del cinema Venezia 2010 – 6 e 7 settembre

Vallanzasca
Non è facile seguire la propria scaletta qui alla Mostra, con questo ho dovuto fare pace fin dal primo giorno. Tra file interminabili in cui qualcuno inevitabilmente resta fuori e incastri che non funzionano abbastanza, ho già modificato il mio personale programma un milione e cinquecentodiciassette volte. Ci vuole pazienza.
Ieri ho visto Vallanzasca, il film di Michele Placido criticato a priori per il soggetto scelto. Perché negli USA Mann può fare Nemico Pubblico con Johnny Depp, ma in Italia fare un gangster movie ispirato a un malvivente ancora vivente è ancora tabù. Ne riparleremo. Tra l’altro, giudicando il film per quello che è e non per quello che rappresenota (come si dovrebbe fare sempre), Placido ha fatto un buon lavoro, pur con qualche evidente scivolone.
Promises written in the water di Vincent Gallo è invece un film in bianco e nero monocolore e alquanto intollerabile, che finge di essere un’opera d’arte trasgressiva. Vincent Gallo gioca a fare l’artista pazzoide. E vabbè.

Altro fulminato, ma a quanto sembra più autentico, è Joaquin Phoenix, protagonista del documentario del cognato Casey Affleck. I’m still here (questo il titolo) a modo suo funziona, ma ritrae in maniera impietosa un’immagine degradata e a momenti disgustosa dell’attore “due volte nominato al Premio Oscar” (come tengono a ripetere più volte). Alla fine non si sa se provare rabbia o compassione.

Mal riuscito il corto dal titolo furbetto Sposerò Nichi Vendola di Andrea Costantino, che vorrebbe essere un tributo al politico pugliese, ma sembra dipingerlo come un populista incoerente che seduce le vecchiette.

In programma tra mezz’ora ho Achille, un corto di Giorgia Farina e Into Paradiso di Paola Randi mentre per la serata ho preso il biglietto per Balada tiste de trompeta, sul quale ho aspettative altissime e che non sono ancora riuscita a vedere. In sala ci saranno la giuria, il regista e il cast del film, la qual cosa mi rende felice.

Una critica per caso: diario della Mostra del cinema Venezia 2010 – 5 settembre

20 sigaretteIeri sono arrivata alla Mostra del Cinema di Venezia: momento sognato, immaginato e fantasticato per tanti anni e, finalmente reale. In ritardo di cinque giorni e mezzo rispetto alla data di pre-inaugurazione della Mostra, sono arrivata al Lido alle 11:00 di ieri, giusto in tempo per perdere la proiezione mattutina di 20 sigarette di Aureliano Amadei, riservata alla stampa e agli accreditati. Per fortuna sono poi riuscita a recuperarlo nel pomeriggio e vi consiglio di fare lo stesso perché il film merita davvero.
20 sigarette è un film stupendo. E lo dico senza remore e senza riserve. Dal punto di vista della regia non ha nulla da invidiare ai blockbuster di oltreoceano, solo che parla di una storia nostra. Lo fa con naturalezza, mescolando comico e tragico, come è nella vita, costruendo fin dalle primissime scene un filo diretto con le esperienze dello spettatore (le mie, in particolare). Un film che ha il pregio di far ridere amaramente e piangere, senza abbandonare mai uno stile narrativo ironico eppure immersivo. Decisamente, da non perdere.
Sulle altre visioni di ieri solo poche parole. Ho visto per la prima volta Vacanze di Natale di Carlo Vanzina, il papà di tutti i cinepanettoni, con alcuni del protagonisti (Jerry Calà e Christian De Sica) presenti in sala. Devo dire che ha più o meno confermato la mia idea del cinema vanziniano: un ritmo serrato di gag da avanspettacolo e commedia degli equivoci. Con (in più?) un ritratto abbastanza pessimista e piuttosto classista della società italiana degli anni Ottanta.
Essential Killing di Jerzy Skolimowski, che ha raccolto pareri discrepanti tra i critici, non mi è piaciuto. Mi è sembrato il solito film asfittico, dai dialoghi rarefatti e con grosse pretese autoriali. Molto carino e delicato, invece, il corto di Michela Cescon, Come un soffio. 

Tra un film è l’altro mi è successo di trovarmi quasi faccia a faccia con il mitico Quentin Tarantino… e non sono nemmeno riuscita a chiedergli di sposarmi! Per oggi ho in programma Vallazasca per la regia di Michele Placido, Promises written in the water di Vincent Gallo, I’m Still Here di Casey Affleck, Balada triste de Trompeta di Alex de La Iglesia e il film a sorpresa. A occhi chiusi punterei sul fratellino minore di Ben e sullo spagnolo, staremo a vedere… stay tuned!

Venezia 2010: il programma della mostra del cinema

Venezia 67La tradizionale pre-inaugurazione della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, giunta alla sua 67esima edizione e anche quest’anno diretta da Marco Müller, si svolgerà all’Arena di Campo San Paolo, dove verrà proiettata la versione restaurata del film Profumo di donna di Dino Risi, preceduta da un incontro con il figlio d’arte Alessandro Gassman. L’inaugurazione vera e propria, nella cornice glamour del Lido, avverrà il giorno dopo, mercoledì 1 settembre, con la madrina della manifestazione veneziana, Isabella Ragonese e il film d’apertura Black Swan di Darren Aronofsky (L’albero della vita, The Wrestler) che garantirà la consueta passerella dei protagonisti: Natalie Portman, Mila Kunis, Vincent Cassel, Barbara Hershey, Winona Ryder. Seguiranno due attesi film fuori concorso: Jingwu Fengyun – Chen Zhen dell’hongkongolese Andrew Lau (Internal Affairs, The Park, Identikit di un delitto) e, soprattutto, Machete di Robert Rodriguez.

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