Welcome: ma… quando ve ne andate?

WelcomeWelcome. Cela un’amara ironia il titolo del film di Philippe Lioret, perché nella cittadina di Calais, che si affaccia sullo stretto della Manica, gli immigrati clandestini non sono affatto benvenuti. È una realtà che lascia sgomenti, quella portata alla luce dal regista francese: con la legge sull’immigrazione voluta da Sarkozy i cittadini francesi che aiutano gli extracomunitari irregolari rischiano fino a cinque anni di carcere. «Quello che accade oggi a Calais – è la discussa dichiarazione di Lioret, che ha sollevato un’accesa polemica in patria, – mi ricorda ciò che è accaduto in Francia durante l’occupazione tedesca: aiutare un clandestino, infatti, è come aver nascosto un ebreo nel ’43, vuol dire rischiare il carcere». Nel film questo paragone è più sottilmente alluso: il protagonista, inizialmente indifferente verso le discriminazioni che gli immigrati erano costretti a subire, viene redarguito dalla sua ex moglie con la frase: «Vuoi che ti compri un libro di storia?».
Welcome è, dunque, in primo luogo, un film di denuncia, che solleva il velo sull’ipocrisia di uno dei più importanti Paesi europei, in cui a un immigrato iracheno non si può negare la permanenza in quanto rifugiato di guerra, ma è permesso trattarlo come un paria. Allo stesso tempo questo è un film sull’amore, sull’amicizia e sulla solidarietà – sull’unità di sentimenti che lega persone che apparentemente appartengono a mondi diversi. […]
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Indicazioni terapeutiche: la composizione drammatica, coadiuvata dal tema del dialogo interculturale, è un rimedio molto potente contro l’indifferenza, l’arroganza e la xenofobia. Inoltre, studi scientifici hanno dimostrato l’efficacia della somministrazione allo scopo di prevenire l’intolleranza.