The day after #PoliticsTTT: appunti, ringraziamenti e cose così

Tra chi attendeva gli esiti elettorali e chi attendeva di sapere chi sarebbe stato il nuovo Papa, personalmente il day after che temevo di più era proprio questo. Ieri, a circa un mese dalle politiche 2013 si è svolto l’aperitivo digitale #PoliticsTTT, a Roma, Milano, Genova, Bologna, Lecce e Corato (BA).

Il mio terzo aperitivo con quelli del SociaLab TTT e il secondo al quale partecipo come collaboratrice ed è stato per noi una prova del nove: Sara (con me nella foto in basso) è entrata a far parte della squadra, abbiamo scelto una nuova location, abbiamo affinato la formula grazie ai suggerimenti dei partecipanti all’evento precedente.

PoliticsTTT alla CAE (ROMA)

Un collage di foto dell’evento. Grazie a Valentina Cinelli per aver fotografato l’ingombrante bacchetta tweet e a Davide Arnesano per avermi fotografata con Sara di Pietrantonio

La location della Città dell’Altra Economia, oltre a dare all’evento una certa aura radical chic, ci ha regalato un’atmosfera accogliente e allo stesso tempo professionale e, cosa di non poco conto, ha permesso un’organizzazione perfetta dal punto di vista strettamente logistico.

La scommessa sul tema della politica, vista attraverso le lenti dei social media, era un’arma a doppio taglio: si tratta dell’argomento che, per eccellenza, è di interesse collettivo, ma si tratta anche di un tema scomodo, che facilmente sobilla gli animi e il rischio di passare dall’osservazione del fenomeno da un punto di vista professionale al dibattito politico era dietro l’angolo.

Siamo riusciti a parlarne con il giusto distacco, ma senza cadere nel baratro della noia. Questa volta, più che a far emergere strumenti di diretta utilità professionale, com’era già accaduto a #EventsTTT, ci siamo focalizzati sull’analisi della politica sui social media, grazie alla presenza di due ospiti che, ciascuno a suo modo, cercano di facilitare il contatto tra cittadini e politica attraverso il web social. Alessio Biancalana che ha parlato del progetto #TwitAntonio di Spaghetti Open Data e Vittorio Smaldore di OpenPolis, che ha portato l’app Voi Siete Qui, si sono presentati come osservatori privilegiati del fenomeno dell’esplosione della politica sui social media. Una prospettiva di osservazione un po’ diversa, quella satirica dei cinque autori di Acido Lattico e di Lercio che sono stati con noi: Alfonso Biondi, Aldo Benassi, Eddie Settembrini, Giuseppe Coppola e Daniele Rielli, fuoriusciti della palestra di Luttazzi, hanno regalato alla serata il punto di vista scanzonato di chi fa ridere e riflettere allo stesso tempo (e con i comici al governo, il punto di vista della satira è quanto mai illuminante).

Detto questo ci è venuta fame ed è per questo che il prossimo veneto sarà molto pesante, a livello calorico nonché lipidico: siamo pronti a presentarsi, in data da definirsi intorno a fine maggio, l’evento su social media e cibo #FoodTTT. Iniziate a seguirci:

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E adesso, come fanno le primedonne quando vincono qualcosa, pur essendo l’anti-primadonna e non avendo vinto niente, ho davvero voglia di ringraziare quelli che sono stati con me in quest’avventura: tutti i ragazzi dell’associazione che ogni due mesi rendono possibile questa impresa collettiva e cross-urbana, ma soprattutto il team romano con cui lavorare è più un onore che un onere, tutti i partecipanti che vengono ad animare i nostri eventi e li fanno funzionare davvero, tutti gli ospiti che di volta in volta si prestano a questa piccola arena pubblica.

Tra i tanti indicatori di il successo dell’evento, io ne prediligo uno: il numero di persone che vanno via col sorriso sulle labbra sono la misura di una serata ben riuscita.

#PoliticsTTT: politica & social media, ne parliamo mangiando Jenuino

PoliticsTTT: locandina

#PoliticsTTT: Social Media e Comunicazione Politica

C’era Monti col suo cagnolino in braccio e Bersani che grazie a qualche ironico buontempone in braccio teneva un piccolo leopardo. C’era Beppe Grillo a decantare una democrazia fatta di persone, tramite un blog che porta solo il suo nome. C’era chi guardava alla social media analysis come un antico oracolo avrebbe scrutato nelle viscere di un gatto morto e c’è stato chi poi ha scritto che bisogna ancora affinare gli strumenti di ricerca.

Con le elezioni 2013, la politica è esplosa sui social media tra meme, fail e tentativi più o meno goffi da parte dei candidati di presidiare l’universo dei social network. Ancora oggi, a un mesetto dalle elezioni, l’agitazione social in merito agli eventi e ai personaggi della politica italiana sembra particolarmente resistente: basti vedere il traffico determinato dai post sul sudetto Grillo su blog che fino all’altro ieri non si occupavano di politica.

Non è un caso se è proprio il rapporto tra comunicazione politica e social media sarà al centro del prossimo aperitivo del SociaLab TTT: il #PoliticsTTT si svolgerà contemporaneamente in sei diverse città e sarà visibile anche in streaming grazie alla tecnologia di Enter.

A Roma avremo il piacere di discutere l’argomento in una nuova, spaziosa e suggestiva location, la Città dell’Altra Economia. Con noi ci saranno due ospiti che sapranno darci interessanti chiavi di lettura relative al rapporto tra politica, cittadini e social media.

Alessio Biancalana di Spaghetti Open Data, che verrà a raccontarci #TwitAntonio un’applicazione web per mettere in contatto cittadini e candidati parlamentari durante le politiche 2013.

Vincenzo Smaldore di OpenPolis per il progetto Voi Siete Qui un test politico basato sul web per aiutare i cittadini ad orientarsi rispetto ai programmi politici. 

E come ciliegina su una torta già ghiotta, abbiamo l’aperitivo a KM 0 di Jenuino. 

Un po’ di link per non perderci di vista:

#PoliticsTTT a Roma, Milano, Genova, Bologna, Lecce e Corato. 

Per restare aggiornatissimi seguite l’hashtag su Twitter: #PoliticsTTT.

Per vedere in diretta streaming una delle sei città in cui si svolge l’evento (o tutte a turno), seguiteci su Enter.

Ma, soprattutto, se volete venire a trovarci iscrivetevi qui!

Con chi bazzica la capitale, ci vediamo sabato 23 marzo, alle 18:30, Città dell’Altra Economia, zona Testaccio.

#EventsTTT sabato 26 al COWO 360 si parla di social media ed eventi con il @SociaLabTTT

EventsTTT Locandina Orizzontale

Cominciamo con l’outing: sono entrata da poco a far parte del gruppo romano dell’associazione SociaLab TTT, quindi il 26 mi vedrete agghindata in versione semi-pro mentre accolgo ospiti, soci, curiosi e simpatizzanti al COWO 360 per l’aperitivo digitale #EventsTTT.

L’evento

Come dice chiaramente il titolo, che è anche l’hashtag che stiamo usando su Twitter abbiamo invitato una serie di ospiti per parlare del rapporto tra social media ed eventi. L’aperitivo diventa un momento di incontro informale in cui alcuni ospiti raccontano le proprie esperienze e strategie digital ruotando intorno al file rouge della promozione degli eventi, che è il tema della serata.

L’evento si svolgerà in contemporanea in cinque diverse città: Roma, Milano, Bologna, Lecce e Genova.

A Roma l’appuntamento è alle 18:30 al COWO 360, in via Vacuna 96. Ed ecco gli ospiti presenti a parlare con noi di eventi e strategie social:

  • Erik Simonsen – Cleanweb Hackathon
  • Eleonora Bove – Roma Sound Service
  • Antonio Dell’Atti – Italia Camp
  • Fabiano Taliani – Ourstyle

Per maggiori informazioni vi lascio alla pagina dell’evento romano sul sito del SociaLabTTT.

Il SociaLab TTT

Il SociaLabTTT nasce sul finire del 2011 allo scopo di diffondere la cultura digitale, attraverso una serie di eventi di auto-formazione in cui professionisti di vari settori si incontrano per raccontare le proprie esperienze e strategie applicate al mondo dei social media. Oggi, attorno al collaudato format degli aperitivi con sede in diverse città, si è costituita una associazione culturale, la quale oltre che sul fronte del networking si impegna anche nella formazione e nella promozione della sostenibilità.

A questo punto vi starete chiedendo che tipo di gente siamo. Le persone che compongono il SociaLab TTT sono web-designer, social media manager, startupper. Gente legata a doppio filo col web e con i social media, 33 markettari, come ha scritto qualcuno, che hanno messo su un laboratorio virtuale per imparare e scambiare conoscenza.

Gente che crede nel principio dello scambio delle idee… vi ricordate quell’aforisma, di George Bernard Shaw?

Se tu hai una mela, e io ho una mela, e ce le scambiamo, allora tu ed io abbiamo sempre una mela ciascuno. Ma se tu hai un’idea, ed io ho un’idea, e ce le scambiamo, allora abbiamo entrambi due idee.

George Bernard Shaw

Ecco, noi abbiamo capito benissimo che non siamo fruttivendoli e che nel mondo dell’immateriale e della creatività condividere quello che si sa significa crescere insieme.

Che altro aggiungere? Vi ordino di iscrivervi e di partecipare!

EventsTTT Locandina Verticale

A qualcuno piace classico… e a voi?

Comincia domani la seconda edizione della rassegna A qualcuno piace classico e accompagnerà il nostro inverno cinefilo fino alle porte della primavera. Un ciclo di capolavori del passato da riscoprire in tutto il fascino originario della pellicola 35mm.

Tutto comincerà martedì 16 ottobre, alle ore 21.00, con Effetto notte di François Truffaut, preceduto dalla proiezione in anteprima del frammento di 14 minuti di Marizza, il film perduto di F.W. Murnau, restaurato dal Centro Sperimentale di Cinematografia – Cineteca Nazionale.
16 ottobre 2012 – 28 maggio 2013
Palazzo delle Esposizioni – Sala Cinema
Scalinata di via Milano 9A, Roma
INGRESSO LIBERO FINO A ESAURIMENTO POSTI
L’evento è promosso dal Centro Sperimentale di Cinematografia, dalla Cineteca Nazionale, dal Palazzo delle Esposizioni (che ospiterà tutte le proiezioni) e dall’Ass. Cult. La Farfalla sul Mirino.
A qualcuno piace classico
A qualcuno piace classico – Seconda edizione della rassegna romana
TUTTO IL PROGRAMMA
martedì 16 ottobre 2012, ore 21.00 
EFFETTO NOTTE
(La nuit américaine, Francia 1973)
di François Truffaut, con Jacqueline Bisset, François Truffaut, Jean-Pierre Léaud
colore, durata: 115′, 35mm versione italiana
prima del film sarà proiettato
MARIZZA
(Marizza, gennant die Schmuggler-Madonna, Germania 1921-22)
di F.W. Murnau, con Adele Sandrock, Harry Frank, H.H. von Twardowski
b/n, durata: 14′ (18fps), 35mm didascalie italiane
martedì 30 ottobre 2012, ore 21.00 
SHANGHAI EXPRESS
(Shanghai Express, Usa 1932)
di Joseph von Sternberg, con Marlene Dietrich, Clive Brook, Eugene Pallette
b/n, durata: 80′, 35mm versione italiana
martedì 13 novembre 2012, ore 21.00 
RAN
(Ran, Giappone 1985)
di Akira Kurosawa, con Tatsuya Nakadai, Akira Terao, Takeshi Kato
colore, durata: 163′, 35mm versione italiana
martedì 27 novembre 2012, ore 21.00 
IL BUCO
(Le trou, Francia 1959)
di Jacques Becker, con Michel Constantin, Philippe Leroy, Catherine Spaak
b/n, durata: 140′, 35mm versione italiana
lunedì 10 dicembre 2012, ore 21.00 
LA COSA
(The Thing, Usa 1982)
di John Carpenter, con Kurt Russell, Wilford Brimley, Keith David
colore, durata: 108′, 35mm versione italiana
martedì 8 gennaio 2013, ore 21.00 
IL TERZO UOMO
(The Third Man, GB 1949)
di Carol Reed, con Orson Welles, Joseph Cotten, Alida Valli
b/n, durata: 104′, 35mm versione italiana
martedì 22 gennaio 2013, ore 21.00 
LA NOTTE DEL PIACERE
(Fröken Julie, Svezia 1951)
di Alf Sjöberg, con Anita Björk, Ulf Palme, Märta Dorff
b/n, durata: 91′, 35mm versione italiana
martedì 5 febbraio 2013, ore 21.00 
LA STRADA
(Italia 1954)
di Federico Fellini, con Anthony Quinn, Giulietta Masina, Richard Basehart
b/n, durata: 104′, 35mm
martedì 19 febbraio 2013, ore 21.00 
IL TAGLIAGOLE
(Le Boucher, Francia 1969)
di Claude Chabrol,con Stéphane Audran, Jean Yanne,  Antonio Passalia
colore, durata: 95′, 35mm versione italiana
martedì 5 marzo 2013, ore 21.00 
FITZCARRALDO
(Fitzcarraldo, RFT 1981)
di Werner Herzog, con Klaus Kinski, Claudia Cardinale, Peter Berling
colore, durata: 157′, 35mm versione italiana
martedì 19 marzo 2013 – ore 21.00 
BARRIERA INVISIBILE
(Gentleman’s Agreement, Usa 1947)
di Elia Kazan, con Gregory Peck, Dorothy McGuire, John Garfield
b/n, durata: 118′, 35mm versione italiana
martedì 2 aprile 2013, ore 21.00 
LO SPIONE
(Le doulos, Francia 1962)
di Jean-Pierre Melville, con Jean-Paul Belmondo, Serge Reggiani, Michel Piccoli
b/n, durata: 108′, 35mm versione italiana
martedì 16 aprile 2013, ore 21.00 
NON PER SOLDI… MA PER DENARO
(The Fortune Cookie, Usa 1966)
di Billy Wilder, con Jack Lemmon, Walter Matthau, Judi West
b/n, durata: 125′, 35mm versione originale con sottotitoli italiani
martedì 30 aprile 2013, ore 21.00 
IL FANTASMA DELLA LIBERTÀ
(Le fantôme de la liberté, Francia 1974)
di Luis Buñuel, con  Jean-Claude Brialy, Michel Piccoli, Adriana Asti, Adolfo Celi
colore, durata: 103′, 35mm versione italiana
martedì 14 maggio 2013, ore 21.00 
GRAND HOTEL
(Grand Hotel, Usa 1932)
di Edmund Goulding, con Greta Garbo, John Barrymore, Joan Crawford, Wallace Beery
b/n, durata: 113′, 35mm versione italiana
martedì 28 maggio 2013, ore 21.00 
CRONACA DI UN AMORE
(Italia 1950)
di Michelangelo Antonioni, con Lucia Bosè, Massimo Girotti
b/n, durata: 110′, 35mm versione restaurata

 

Una giornata particolare: non tutti fanno un pupazzo di neve davanti al Colosseo

Oggi ho fatto un pupazzo di neve davanti al Colosseo. Oggi mi sono sentita felice come non succedeva da tempo e il motivo è semplice…

Mentre Alemanno si incazza con quelli delle previsioni metereologiche e consiglia ai tre milioni di abitanti della sua città di restare chiusi in casa, buona parte dei suddetti abitanti, con buon pace del suddetto sindaco, si sono riversati per le strade armati: macchina fotografica in mano, decine di migliaia di cittadini e non hanno attraversato a piedi la città per godere del raro spettacolo di una capitale imbiancata dalla neve. Chiunque abiti qui è consapevole della bellezza maestosa di strade e monumenti, ma chissà quante volte passiamo davanti al Colosseo immersi nei fatti nostri senza più vederne la meraviglia. Poi cadono alcuni centimetri di neve e tutti spalancano gli occhi, aprendoli di nuovo allo stupore.

Neve al Colosseo | Roma 2012

 

Qui al Sud (perché Roma è orgogliosamente terrona) una nevicata riporta tutti in una dimensione ludica e infantile: il mondo è di nuovo uno spettacolo e una festa.  C’è chi prende la tavola da mare e la trasforma in un improvvisato slittino e chi tira fuori dall’armadio tutto l’armamentario da settimana bianca, sci compresi, c’è chi tira palle di neve e chi disegna angeli per terra, chi scende per strada in piena notte e c’è chi come me si improvvisa scultore. Nell’entusiasmo collettivo mi sembrava di essere stata catapultata magicamente in un mondo che assomiglia a un social network: tutti sorridono e sono bellissimi come nei ritratti photoshoppati che usano come avatar, persone che non si sono mai incontrate prima si fotografano a vicenda e commentano pure, qualcuno clicca like sotto il mio pupazzo di neve e lo condivide con gli amici scattandogli una foto con la reflex.

 

Neve al Colosseo | Roma 2012

La condivisione è la chiave: sotto le nuvole bianche che hanno coperto Roma, tutti avevamo in comune la gioia e l’entusiasmo per un evento tanto naturale quanto fuori dall’ordinario (pare che una nevicata così non si vedesse dall’85, io non avevo neppure un anno e in ogni caso non abitavo qui). Condividere un’emozione e farlo guardandosi negli occhi è ancora, al di là delle innovazioni tecnologiche, il più grande motore della felicità. E allora mi è venuto in mente quanto sia vitale ed essenziale, compiere l’operazione inversa a quella che si fa tutti giorni nella vita metropolitana: superare il distacco che poniamo in modo più o meno consapevole e trovare un legame, un’empatia, una forma di primordiale solidarietà con l’uomo qualunque che incontriamo per la strada. Insomma, sarebbe bello se iniziassimo a diventare un po’ più social anche fuori dal web. La lunga passeggiata lungo le strade innevate mi ha suggerito un modo per portare un po’ di tepore nel focolare domestico: mi sono trasformata nella fantastica donna di casa che posso essere quando voglio e ho cucinato delle robette leggerissime… 😉

Spuntature e polenta

Mini muffin al cioccolato

 

Alla fine, anche un piatto di polenta e un dolce al cioccolato possono servire a dimostrare che… Happiness in real only when shared.

Indignati e violentati: testimonianze dai social network

Questo post nasce, come quello di sabato sera, da un moto di indignazione, dalla volontà di capire, dalla triste incredulità rispetto a quello che è accaduto appena sotto casa. Nasce come la raccolta di alcune delle impressioni e riflessioni a caldo raccolte sui social network. Da quelli che c’erano e hanno manifestato in maniera pacifica, da quelli che non sono scesi in piazza, ma si sentono indignati comunque, da quelli che hanno molte domande da insinuare.
Come ho già detto, io alla manifestazione non sono andata. Quando ho capito cosa stava succedendo mi sono attaccata ai giornali online e ai social network ad assorbire un flusso misto di informazioni, pregiudizi e quelle che sembravano cronache di guerra o, almeno, di guerriglia urbana. Se è vero che un’immagine vale mille parole, una delle prime cose a colpirmi sabato è stata questa foto, accompagnata dal commento di Chiara Chiusolo:
Era più o meno questa l’idea che avevo della manifestazione… e che abbiamo ottenuto adesso??? Una beneamata FAVA!!!
Indignados
Perché indignati? Non sono tanto le banche il primo obiettivo degli indignati italiani, quanto il precariato economico che diventa esistenziale. Il lavoro – che va e viene – è la prima etichetta distintiva con cui ciascuno degli indignati che ho intervistato sceglie di presentarsi: non è un caso.

Ho quasi 27 anni ed un lavoro precario. Se alle tre e mezza di questo lunedi pomeriggio sono davanti al pc, non è (solo) per mia scelta. Passo i tempo ad assicurarmi che il cellulare prenda bene, in attesa del mio prossimo contratto e pregando perchè la mia unica alternativa non sia fare le valige e tornare nella città da cui sono partita. Il mio uomo, liberoprofessionistaprecario, è (miracolosamente) al lavoro… ultimamente parliamo spesso della possibilità o meno di andare a vivere insieme. Che bello eh? E se un giorno la nostra sorte precaria ci facesse ritrovare con le pezze lì dove non splende il sole, come la mettiamo??? Quante inutili speranze nutrite nella manifestazione di sabato!!! E più che semplicemente “indignata”, sono indignata per gli indignati… nel senso che, Signore e Signori della Corte, siamo noi lo stramaledetto motore di questa nazione in coma farmacologico. Siamo operai, panettieri, agricoltori, commessi e quant’altro.

Abbiamo noi il coltello dalla parte del manico, abbiamo il sacrosanto diritto e il dovere morale di paralizzarlo, questo Paese: incrociamo tutti le braccia, all’unisono e facciamolo ad oltranza, finchè l’indignazione tacita ed incisiva non arrivi al cervello di chi tiene i nostri fili, e strappi via i tappi dalle orecchie di quelli che non prestano attenzione a nulla se non a ciò che tintinni come moneta sonante! Per quanto la musica, gli striscioni colorati e una bella giornata di sole siano una gran bella coreografia, una sfilata nel centro storico non cambia la storia. Sono anni che abbiamo toccato il fondo, eravamo tutti in attesa della naturale risalita. Ed invece ci siamo rivelati delle ottime talpe!

Vogliamo tutti un futuro, vogliamo poter sognare e fare programmi a breve e lungo termine. Minimo comun denominatore che dovrebbe si portarci tutti in piazza, ma anche ai palazzi del potere il giorno dopo, e altrove il giorno seguente. La cronaca di un corteo annunciato, da sola, serve a ben poco.

Chiara Chiusolo

Mi chiamo Stefano, 37 anni, trascorsi da precario dell’informazione cinematografica, come a dire “nessun presente” (citando Giorgio Canali) e un futuro improbabile. Coabito ancora con genitori coi quali il rapporto è a dir poco problematico, perché i miei compensi incerti e sporadici non sarebbero sufficienti ad affittare la botte di Diogene il Cinico. Sono completamente scettico, rispetto all’idea che la situazione mia e dei miei simili possa migliorare, senza che si dia inizio a una rivoluzione sociale di portata mondiale. Sono comunista, per cui i motivi che mi hanno portato ad aderire alla manifestazione vanno al di là dell’indignazione individuale, che pure è forte. Movimenti come quello degli “Indignados” partono da un disagio reale, concreto, ma non hanno spesso una guida forte, sicura, che gli consenta di incanalare l’energia e la rabbia in un progetto rivoluzionario pienamente consapevole. Da circa due anni milito in un partito di orientamento trotskista, lì ho imparato in sostanza che “ogni lasciata è persa”: nel senso che bisogna “fare entrismo”, ovvero entrare con le nostre ridotte forze (in un’epoca che vede trionfare i poteri internazionali e locali più reazionari, vessatori e opprimenti) in ogni movimento che si proponga come contrario agli abomini del sistema capitalista, per cercare di spingerne gli affiliati verso una protesta ancora più radicale. 

Stefano aka Darth Steve

Fondamentalmente penso di dover lavorare per vivere e che la mia vita non debba essere il lavoro mentre le attuali politiche spingono a precarizzare più possibile il lavoro in modo da evitare che un lavoratore possa, nella vita, fare altro che lavorare, possibilmente alle condizioni peggiori possibile. va da sè che, a utilità terminata, crepi, visto che le pensioni non sono previste in questo sistema. quindi ben vengano i contratti rinegoziabili, i licenziamenti facili, i tagli al welfare, all’istruzione, alla sanità. purchè pubbliche, eh; le private, accessibili a pochi, vengono invece potenziate di conseguenza. beh, onestamente, tutto questo mi fa schifo ANCHE se è possibile che io mi trovi nella categoria di persone “non del tutto sfruttate”. e, se un branco di piccoli ometti pagati per essere rappresentanti delle nostre richieste crede di essere diventata un’oligarchia assoluta, beh, mi assicurerò personalmente che l’equivalente moderno della ghigliottina del 1789 francese sia loro chiaro presagio del futuro prossimo.

Davide aka Sarcastic Ogre

Che idea vi siete fatti dei black bloc?

Ci sono molte domande che mi ronzano in testa da sabato: chi sono questi black bloc e cosa vogliono? Seguono un’ideologia e degli obiettivi politici oppure sono solo degli spaccatutto, delle “Bombe di distrazione di massa“, come ha efficacemente sintetizzato il mio amico Francesco (aka Ciccio)? Perché al termine di ogni manifestazione non emergono mai i nomi, perché sembra sempre che siano inarrestabili, letteralmente? L‘intervista su Repubblica non è bastata a colmare i miei dubbi, al contrario. L’intervistato è elusivo e vago: il giornalista che ha scelto il titolo Il black bloc svela i piani di guerra” commette il solito reato di sensazionalismo.

Black cops. h14.20 inizio degli scontri, h21.19 nessuna notizia di arresti.

Alessandro Gambino

Indignata con i black bloc: da pacifico corteo di contestazione a un campo di battaglia… anche questo è un bavaglio…  […] Non mi spiego come solo 3 camionette abbiano cercato di fermare dei teppisti allo sbaraglio. Io ero a San Giovanni e vi assicuro che o non erano organizzati o la volontà di fermarli non c’era

Marilena Vinci

Venerdì in via Nazionale c’era un presidio di un’ottantina di soggetti in preparazione della manifestazione di sabato. Tutta via Nazionale, dall’inizio alla fine era piena di camionette. Ai limiti dell’assurdo. E poi, sabato, con una manifestazione di 150.000 persone ed oltre nessuno è stato in grado di evitare quello che è successo? Tutti i poliziotti che per una settimana c’è mancato poco che me li ritrovavo pure a casa, sabato dove stavano? Io non riesco a credere che non era tutto previsto, scusatemi. Manifestanti o non manifestanti, pagati o non pagati, idioti o non idioti noi a manifestare pacificamente eravamo di più e questo DEVE arrivare all’opinione pubblica.

Roberta Rosatone

pur non avendone la certezza, continuo a pensare che a) siano infiltrati; b) siano effettivamente violenti paralleli al movimento “tollerati” dalle “forze dell’ordine” affinchè creino il casus belli per disordini.

una manifestazione, pur essendo nella patria della gente che crede + a minzolini che a ciò che avviene sotto la propria finestra, se è pacifica, almeno la gente pensa “beh, guarda quanti giovani, tutti colorati”; se è violenta penserà, invece “oh, no, la mia macchina parcheggiata qua sotto”.

Davide aka Sarcastic Ogre

Sono convinto che insieme a qualche testa calda ci fossero diversi agenti infiltrati, con disposizioni ben precise atte a screditare, con un ricorso insensato alla violenza, l’intera manifestazione. Mi sono tornati in mente gli analoghi inganni proposti, nell’ambito del solito e ormai prevedibile “terrorismo di stato”, a Genova nel 2001, dove il fantomatico “black bloc” fu un pretesto usato ad arte per poter massacrare indiscriminatamente tutti gli altri manifestanti, tranne loro. Così come mi è tornata in mente la cupa ironia di una canzone, del già citato Giorgio Canali: “L’uomo della digos travestito di nero / lancia sassi, urla slogan, sembra quasi vero / talmente vero che poi prende e porta a casa / le manganellate del collega in divisa / sfortunate coincidenze / malaugurate circostanze / esiti imprevedibili…” 

Stefano aka Darth Steve

Per chiudere, mi permetto di citare un’amara considerazione twittera di Stefano Epifani:

950 città in protesta. Solo una in rivolta. Il sintomo sinistro che proprio in quella non avverrà la rivoluzione.

Io, adesso, mi sento ancora più indignata. E voi?

We are the 1%
Oggi non mi sono unita al corteo degli indignati a Roma. Non perché non ne condivida le motivazioni, ma per una serie di ragioni sulle quali non mi soffermerò, non ultimo il fatto di essere totalmente incapace di credere che le cose possano davvero cambiare e che il cambiamento possa nascere dal basso. So bene che un atteggiamento passivo si presta a mille critiche, ma dopo gli avvenimenti di questo pomeriggio anche io vorrei dire la mia opinione, per quel – poco, pochissimo – che vale.
Dalla mia comoda postazione domestica ho seguito sui social media e sul web la folle degenerazione della protesta a Roma. All’improvviso mi sono sentita coinvolta, all’improvviso mi sono sentita vicinissima a tutte le persone che erano scese in piazza per manifestare pacificamente e si sono trovate nel bel mezzo della guerriglia urbana. Soprattutto ho sentito – e sento ancora – il bisogno di capire. Vorrei sapere come mai su quasi 1.000 città coinvolte in 82 Paesi diversi solo a Roma la protesta si sia trasformata in guerriglia urbana.
Vorrei sapere se sia colpa di un governo che non sa mantenere la sicurezza, vorrei sapere chi sono davvero i black bloc e di chi fanno gli interessi, vorrei sapere se questo macello fosse davvero prevedibile come dicono alcuni col senno di poi. Ancora una volta, mi vergogno e sono amareggiata per questa povera Italia. Il vero peccato è che le violenze rischiano di appannare le vere motivazioni alla base dell’indignazione. Il 15 ottobre non è stato un’altra Genova 2001. Il 15 ottobre 2011 è stato il giorno in cui in tutto il mondo persone che hanno ancora a cuore il futuro e la democrazia, si sono sollevate contro l’abuso dei poteri. Date un’occhiata ai punti programmatici degli indignati:

  1. Contro l’austerità come soluzione della crisi;
  2. Contro il precariato materiale ed esistenziale;
  3. Per la libera circolazione della conoscenza attraverso le reti;
  4. Per la libera circolazione delle persone, perché siamo tutti migranti e tutti cittadini;
  5. Per un nuovo modello democratico, realmente rappresentativo.
Per decidere di alzarsi e seguire gli indignati non c’è bisogno di essere poveri, giovani o precari. Provate a leggere le testimonianze di alcuni privilegiati che chiedono per sé più tasse, un punto di vista decisamente inusuale: we are the 1 percent, we stand with the 99 percent.

 

Locarno a Roma

Per chi come me ha invidiato quelli che sono al Festival di Venezia per…

  • incontrare le star,
  • vedere anteprime di film fichissimi di cui si parlerà per il resto dell’anno,
  • vedere film che solo pochi fortunati avranno il piacere di scoprire,
  • fare finta di essere se non proprio VIP almeno protagonisti, per una volta, della ribalta…

Insomma, per noi poveri mortali che siamo tornati a faticare, soffocare e strisciare sotto il sole e nell’afa romana, arriva la refrigerante consolazione che anche qui si possa respirare aria di festival, prima ancora del festival capitolino e sotto le stelle di Piazza Vittorio. Per la rassegna Notti di cinema a Piazza Vittorio (di cui vi ho già presentato il programma qui e qui) arriva Locarno a Roma che promette i migliori film del 64° Festival di Locarno. Ecco il programma, senza troppi fronzoli:

Martedì 6 settembre

20:45 — Inaugurazione della rassegna con Marco Solari, presidente del Festival di Locarno. A seguire: Super 8 di J. J. Abrams

Mercoledì 7 settembre

20:30 — Din Dragoste cu Cele Mai Bune Intentii (Best Intentions) di Adrian Siteru Migliore regia e miglior interpretazione maschile a Bogdan Dumitrache

22:30 — Beirut Hotel di Danielle Arbid

Giovedì 8 settembre

20:30 — Another Earth di Mike Cahill Menzione speciale giuria giovani

22:30 — Din Dragoste cu Cele Mai Bune Intentii (Best Intentions) di Adrian Siteru Migliore regia e miglior interpretazione maschile a Bogdan Dumitrache.

Venerdì 9 settembre

20:30 — Hashoter (Policemen) di Nadav Lapid Premio speciale della giuria

22:30 — Another Earth di Mike Cahill Menzione speciale giuria giovani Sabato 10 settembre

20:30 — Abrir Puertas y Ventanas (Back to Stay) di Milagros Mumenthaler Parddo d’Oro, miglior interpretazione femminile a Maria Canale, premio FIPRESCI, menzione speciale dei giovani, menzione speciale giuria ecumenica

22:30 — Beirut Hotel di Danielle Arbid

Domenica 11 settembre

20:45 — The Loneliest Planet di Julia Loktev

Vi ricordo che il biglietto intero costa 6€, quello ridotto 5€ (basta avere la tessera della metro o un biglietto timbrato in giornata). Come sempre il biglietto dà diritto a vedere entrambi gli spettacoli nella stessa sala, in alternativa dopo il film potete mangiare al ristorante indiano, che è sempre una bella cosa. Buona visione!

Formula fedelisimi: ogni 5 ingressi 1 è gratis! Se piove no problem, sarete dirottati tutti al Royal (via Emanuele Filiberto, 175).

Cinema (quasi) gratis a Roma: Notti di cinema a Piazza Vittorio. 8 agosto – 11 settembre: calendario & micro-recensioni

Avevo in programma di vedere un sacco di film e invece queste settimane sono state una corsa senza fine tra lavoro e cazzi vari. Così siamo già alla seconda parte del programma delle Notti di cinema a Piazza Vittorio (qui potete leggere la prima parte del programma) e io non ci sono passata nemmeno una volta. Qualcuno di voi è andato?
[Forse noterete che non ci sono “recuperi auspicabili” questo mese. non è che abbia visto tutto, è che me ne sto andando in ferie in Sardegna. ;-)]
Prezzo del biglietto (consente di vedere 2 film sullo stesso schermo):
Intero 6€ – ridotto 5€ TESSERA FEDELISSIMI: ogni 10 ingressi, 2 in omaggio!
Consigliati (io li ho visti, se voi no fareste meglio a farlo)
Il discorso del Re   Grande trionfatore agli Oscar 2011, un bla-bla movie con cuore e cervello, che colpisce per la sceneggiatura forte e le immense capacità recitative del terzetto Colin Firth – Geoffrey Rush – Helena Bonham Carter. Se il film ti incuriosisce, leggi qui la mia recensione di Il discorso del re. Lunedì 8 agosto, 20:45, lunedì 15 agosto 20:30, domenica 28 agosto 20:30 e venerdì 9 settembre 20:30, schermo Atac.
La versione di Barney Dall’omonimo romanzo di Mordecai Richler, un film che raccoglie la vita intera, le relazioni e il destino di un uomo. Con un indimenticabile Paul Giamatti. Uno dei film più emozionanti visti a Venezia 2010. Potete leggere la mia recensione de La versione di Barney qui. Giovedì 11 agosto 20:45 e sabato 10 settembre 20:30, schermo Atac.
Venti Sigarette In un anno di grande successo della commedia, il film italiano che ho amato di più (complice la visione durante la kermesse veneziana)  è probabilmente questo film drammatico: una storia triste come poche altre, ma in grado di strappare più di un sorriso, una regia che sa trattare le immagini come si dovrebbe sempre fare, un soggetto forte e due giovani attori veramente bravi (Carolina Crescentini e Vinicio Marchioni). Se volete, potete leggere qui la mia recensione di Venti Sigarette. Giovedì 11 agosto 20:45 e domenica 21 agosto 22:10, schermo d’essai.
C’è chi dice no Ancora una di quelle commedie italiane che hanno caratterizzato l’ottima annata cinematografica. Un cast molto televisivo (Luca Argentero, Paolo Ruffini, Paola Cortellesi, Myriam Catania, Marco Bocci) per raccontare uno dei vizi del mondo del lavoro in Italia: la raccomandazione. Dalla sanità alla pubblica istruzione, passando per il giornalismo: un Paese in cui se non conosci nessuno sei fottuto. Divertente ed emozionante, ma un po’ semplicistico. Venerdì 12 agosto 20:45, schermo Atac.
Inception Snobbato agli Oscar e visto dalla critica con alterni favori, Inception è certamente il film che maggiormente ha stupito il pubblico nell’ultima stagione cinematografica. Di Christopher Nolan, con un Leonardo di Caprio maturo e all’altezza del ruolo da protagonista. Clicca qui per leggere la mia entusiasta recensione. Sabato 13 agosto 20:45 e lunedì 29 agosto 20:30, schermo Atac.
The Social Network La regia magistrale di David Fincher accompagna il racconto della nascita del social network per eccellenza. Clicca qui per leggere la mia appassionata recensione. Domenica 14 agosto 20:45 e domenica 4 settembre 20:30, schermo Atac.
Una vita tranquilla Un Tony Servillo prevedibilmente impeccabile in un film molto intelligente e allo stesso tempo sconfortante sull’impossibilità di voltare le spalle al proprio passato e cambiare vita. Se volete saperne di più potete leggere per intero la mia recensione di Una vita tranquilla. Lunedì 15 agosto 20:30, schermo d’essai.
Boris – Il film Dopo tre serie, almeno due delle quali riuscite a un livello fino a poco prima nemmeno auspicabile per la serialità italiana, il film di Boris concentra e riunisce tutte le energie creative e irriverenti che hanno reso la serie un cult. Come al solito, soprattutto una scusa per rappresentare i vizi di questo Paese. Giovedì 18 agosto 20:30 e mercoledì 31 agosto 20:30, schermo Atac.
I ragazzi stanno bene Storia di una normalità fuori dal comune: la vita di una famiglia lesbica con due figli riceve uno scossone quando i ragazzi vogliono conoscere il donatore di sperma che vorrebbero chiamare padre. Una commedia intensa e divertente. Se vuoi conoscere la mia opinione leggi la recensione di I ragazzi stanno bene. Giovedì 18 agosto 22:30, schermo Atac.
Immaturi Una commedia italiana dalla freschezza sorprendente, con personaggi sopra le righe, che riescono però a cogliere bene le contraddizioni, le idiosincrasie e i difetti dei circa quarantenni di oggi, ancora sospesi tra la voglia di sentirsi ragazzini e un futuro incerto. Cast brillante con Ricky Memphis, Luca Bizzarri, Paolo Kessilogu, Ambra Angiolini, Raul Bova, Barbara Bobulova, Anita Caprioli e Alessandro Tiberi. Regia di Paolo Genovese. Lunedì 22 agosto 20:30 e mercoledì 7 settembre 20:30, schermo Atac.
La Passione Una storia dagli accenti meta-cinematografici, per risate a denti stretti sullo stato dell’arte in Italia, tra giovani registi over cinquanta, ricatti e attoruncoli viziati e personaggi di periferia. Martedì 23 agosto 20:30, schermo d’essai.
Into paradiso Una commedia velata di amarezza che esprime con leggerezza partenopea l’anima napoletana. Singolare sceneggiatura, ottimo cast. Vale sicuramente una visione, anche (soprattutto?) per chi non è mai stato a Napoli. Per sapere cosa ne penso leggi la mia recensione di Into Paradiso. Martedì 23 agosto 22:30, schermo d’essai. 
Potiche: la bella statuina Le rivendicazioni femminili tra il lavoro e l’ambiente domestico in una farsa francese divertente e sopra le righe. Con Catherine Deneuve. Per saperne di più leggi la mia recensione di Potiche. Venerdì 26 agosto 22:30, schermo Atac.
Gianni e le donne Il secondo piccolo gioiellino di Gianni Di Gregorio, una malinconica e fresca riflessione sulla vecchiaia, stagione della vita rimossa e ritardata con ogni scusa. Se vuoi sapere cosa ne penso leggi la mia recensione di Gianni e le donne. Venerdì 26 agosto 20:30, schermo d’essai.
Buried – Sepolto Uno dei film più belli, originali e interessanti dell’ultimo anno: novanta minuti con il fiato sospeso mentre tutto ciò che vediamo è un uomo chiuso in una bara. Leggi la recensione di Buried per scoprire di più sul film. Domenica 28 agosto 22:30, schermo Atac.
We Want Sex  Dalla Gran Bretagna, una commedia sociale femminista divertente e commovente. Con la mia scoperta dell’ultima annata cinematografica, l’attrice Sally Hawkins. Se sei curioso, leggi la mia recensione di We want Sex. Domenica 28 agosto 20:30, schermo d’essai.
La pecora nera  Dal popolarissimo autore/attore teatrale Ascanio Celestini un esordio cinematografico molto singolare che conserva l’anima del palcoscenico e racconta la malattia mentale in modo toccante e disarmante. Se volete sapere la mia opinione leggete la mia recensione di La pecora nera. Giovedì 1 settembre 20:30, schermo d’essai. 
Vallanzasca, gli angeli del male Il controverso film che Michele Placido ha presentato all’ultimo Festival di Venezia, con un Kim Rossi Stuart in grazia di Dio che interpreta uno dei più affascinanti criminali del nostro passato prossimo. Potete leggere la mia recensione di Vallanzasca qui. Domenica 4 settembre 20:30, schermo d’essai.
Sconsigliati (io li ho visti, ma chi non l’ha fatto non si è perso nulla)
Dylan Dog Martedì 8 agosto 22:40, schermo Atac.
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Vi presento i nostri  Sabato 20 agosto 22:20, schermo Atac.
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Amore e altri rimedi – recensione Martedì 23 agosto 20:30, schermo Atac.
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Incontrerai l’uomo dei tuoi sogni Sabato 3 settembre 20:30, schermo Atac. 
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Kill me please recensione Venerdì 9 settembre 22:20, schermo Atac.
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La solitudine dei numeri primi recensione Sabato 10 settembre 22:45, schermo Atac.
Il ping pong del cinema italiano: botta e risposta con i registi
Daniele Coluccini e Matteo Botrugno Lunedì 8 agosto 20:45 schermo d’essai, dopo la proiezione di Et in terra pax.
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Aureliano Amadei Giovedì 11 agosto 20.45 schermo d’essai, dopo la proiezione di Venti sigarette.
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Pupi Avati Giovedì 18 agosto 20:30 schermo d’essai, dopo la proiezione di Una sconfinata giovinezza.
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Giulio Mandredonia Lunedì 22 agosto 20:30 schermo d’essai, dopo la proiezione di Qualunquemente.
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Luca Miniero Giovedì 25 agosto 20:30 schermo d’essai, dopo la proiezione di Benvenuti al Sud.
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Enrico Vanzina Lunedì 29 agosto 20:30 schermo d’essai, dopo la proiezione di Sotto il vestito niente… l’ultima sfilata.
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Ascanio Celestini Giovedì 1 settembre 20:30 schermo d’essai, dopo la proiezione di La pecora nera.
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Rocco Papaleo Lunedì 5 settembre 20:30 schermo d’essai, dopo la proiezione di Che bella giornata.
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Luca Argentero Giovedì 8 settembre 20:30 schermo Atac, dopo la proiezione di La donna della mia vita.
In più… Dal 6 all’11 settembre sarà possibile assistere a una selezione dei film che partecipano al Festival di Locarno (3 – 13 agosto).
Altri film che potrebbero interessarvi se, come me, non li avete ancora visti (scaricate il file con il programma qui sotto per conoscere gli orari): The Fighter di David O. Russel, Hereafter di Clint Eastwood, La bellezza del somaro di Sergio Castellitto, Parto col folle di Todd Phillips, Limitless di Neil Burger, Il gioiellino di Andrea Molaioli, Somewhere di Sophia Coppola, Stanno Tutti bene di Kirk Jones, La donna che canta di Dennis Villeneuve, Il cigno nero di Darren Aronofsky, Non lasciarmi di Mark Romanek, Biutiful di Alejandro Gonzalez Inarritu, Machete di Robert Rodriguez, Corpo Celeste di Alice Rohrwacher, Precious di Lee Daniels, Miral di Julian Schnabel, Sorelle Mai di Marco Bellocchio, Figli delle stelle di Lucio Pellegrini, Gorbaciof di Stefano Incerti, L’esplosivo piano di Bazil di Jean-Pierre Jeunet, Another Year di Mike Leigh, Wall Street – Il denaro non dorme mai di Oliver Stone… e altri ancora!

Vita da blogger: Aperitivo Indigeni Digitali a Roma

Fare l’aperitivo a costo zero nel pieno centro di Roma e rimediare pure un pacchetto di Pringles, scambiare qualche chiacchiera piacevole e magari qualche contatto utile, rilassarsi dopo una giornata in ufficio: è un duro lavoro, ma qualcuno deve pur farlo. Si tratta di (ri)portare il social networking in una dimensione face to face: una cosa che fino a un po’ di tempo fa poteva apparire scontata, ma che all’epoca di Facebook non lo è poi tanto. Fa parte della vocazione tribalizzante degli IndigeniDigitali: un gruppo di professionisti cresciuti a pane e byte, che promuovono l’incontro di idee, competenze, progetti anche attraverso una serie di eventi in tutta Italia.
Che l’aperitivo Indigeni Digitali allo 0.75 fosse una cosa per soli nerd e geek, si capiva fin dall’inizio: arrivando ho fatto check-in e c’erano 27 persone oltre me. Giusto per fare un confronto, martedì sera a San Lorenzo al concerto dei Tre allegri ragazzi morti, nonostante una piazza piena di gente, c’erano solo tre persone secondo Foursquare.
[E, sì, mi trovo perfettamente a mio agio in mezzo ad entrambi gli assembramenti umani citati.]
Ieri ho avuto l’occasione di chiacchierare dal vivo con Mario, che conosco dai lontani e gloriosi tempi di MovieZone, ma non avevo mai visto di persona. Poi ho incontrato una vecchia collega che non vedevo da una vita e abbiamo scoperto di avere un contatto comune – mi è sembrato quasi di vedere apparire la foto e il suggerimento di amicizia sulla colonna destra. Credo che se nella stanza si fosse formata una tag cloud delle parole più usate la prima a spiccare sarebbe stata lavoro, la seconda probabilmente applicazione e poi social, progetto, startup, follower e via di questo passo. In sintesi, per me è stata un’occasione interessante per rendere reali rapporti più o meno virtuali e magari aguzzare le orecchie verso nuove opportunità: sicuramente da rifare.