The Reader – A voce alta: segreti su segreti

The readerSiamo nella Germania Ovest del dopoguerra. Michal Berg (David Kross), un ragazzo di quindici anni, incontra per caso una affascinante, ma modesta, donna sulla trentina, Hanna Schmitz (Kate Winslet). Tra loro nasce subito una dirompente passione, che sfocia in una relazione morbosa e al tempo stesso pura. Un amore da tenere necessariamente segreto.
Fino a questo punto The Reader è un film romantico come tanti altri, sorvolando sul fatto che tra i due protagonisti ci siano venti anni di differenza d’età. Tutto cambia quando si scopre che Hanna ha un passato macchiato dall’aver lavorato con le SS nei campi di concentramento. Tratto dal romanzo semiautobiografico A voce alta di Bernhard Schlink, The Reader porta sul grande schermo un delicato aspetto della storia ancora in ombra. Sono stati girati centinaia di film sull’olocausto, sulla seconda guerra mondiale, sul nazismo, ma si è taciuto sul dopoguerra e sulla necessità di comprendere e affrontare gli errori delle generazioni precedenti.
Il punto di vista di Michael è quello di chi è nato dopo la fine della guerra e della dittatura e deve ugualmente fare i conti con i loro orrori, fare i conti con il fatto di essere figlio di una società che ha permesso l’olocausto. La vita di Michael diventa una metafora per rappresentare la strada del perdono e della comprensione. In un percorso narrativo non lineare, lo vediamo diventare uomo e conservare l’impronta che su di lui aveva lasciato quel breve amore adolescenziale. Con lui scopriamo l’infantile allegria di Hanna, in contrasto con la sua fredda determinazione nell’eseguire il suo ruolo di guardia ad Auschwitz. All’improvviso ci sembra che il male non solo sia banale, ma possa persino essere rutinario e quasi inconsapevole.
Questo non significa che siamo di fronte ad una assoluzione del nazismo. Al contrario, nel film è tenuto ben presente il dramma storico, ma anche qualcosa che va oltre. La stridente consapevolezza che ad eseguire la volontà della dittatura nazista ci fossero persone semplici, comuni, capaci di dare e ricevere amore. Kate Winslet, candidata all’Oscar come migliore attrice protagonista, ricopre questo ruolo con naturalezza: è una trentenne avvolgente, appassionata e forte e poi una sessantenne provata dalla vita eppure pacata. La sceneggiatura le ritaglia un ruolo sfaccettato e complesso e lei lo riveste di umanità.

Da tenere d’occhio  anche il diciottenne David Kross. Il singolare punto di vista adottato e la relazione scabrosa tra i due protagonisti hanno attirato numerose critiche: al film sono state affibbiate diverse etichette, dalla sgradevole “Nazi porn” all’ironica “Holocaust chic” fino alla incongruente “Il peggior film sull’olocausto mai prodotto”. Tutto questo deriva da un fraintendimento di fondo. Se volete un consiglio, se vi aspettate di vedere un altro film sull’olocausto non andate a vedere The Reader. Sin troppo facile considerarlo un affronto alla memoria della Shoah, invece di prendere in considerazione il fatto che il film parli d’altro.

Indicazioni terapeutiche: contro il pericolo di una meccanica semplificazione dei valori, un film che scava un profondo solco nel cuore dello spettatore. Può stimolare l’apparato lacrimalei.

The Reader: danger and love

I’m not frightened. I’m not frightened of anything. The more I suffer, the more I love. Danger will only increase my love. It will sharpen it, forgive its vice. I will be the only angel you need. You will leave life even more beautiful than you ended it. Heaven will take you back and look at you and say: – Only one thing can make a soul complete and that thing is love.

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