Cinema (quasi) gratis a Roma: Notti di cinema a Piazza Vittorio. 8 agosto – 11 settembre: calendario & micro-recensioni

Avevo in programma di vedere un sacco di film e invece queste settimane sono state una corsa senza fine tra lavoro e cazzi vari. Così siamo già alla seconda parte del programma delle Notti di cinema a Piazza Vittorio (qui potete leggere la prima parte del programma) e io non ci sono passata nemmeno una volta. Qualcuno di voi è andato?
[Forse noterete che non ci sono “recuperi auspicabili” questo mese. non è che abbia visto tutto, è che me ne sto andando in ferie in Sardegna. ;-)]
Prezzo del biglietto (consente di vedere 2 film sullo stesso schermo):
Intero 6€ – ridotto 5€ TESSERA FEDELISSIMI: ogni 10 ingressi, 2 in omaggio!
Consigliati (io li ho visti, se voi no fareste meglio a farlo)
Il discorso del Re   Grande trionfatore agli Oscar 2011, un bla-bla movie con cuore e cervello, che colpisce per la sceneggiatura forte e le immense capacità recitative del terzetto Colin Firth – Geoffrey Rush – Helena Bonham Carter. Se il film ti incuriosisce, leggi qui la mia recensione di Il discorso del re. Lunedì 8 agosto, 20:45, lunedì 15 agosto 20:30, domenica 28 agosto 20:30 e venerdì 9 settembre 20:30, schermo Atac.
La versione di Barney Dall’omonimo romanzo di Mordecai Richler, un film che raccoglie la vita intera, le relazioni e il destino di un uomo. Con un indimenticabile Paul Giamatti. Uno dei film più emozionanti visti a Venezia 2010. Potete leggere la mia recensione de La versione di Barney qui. Giovedì 11 agosto 20:45 e sabato 10 settembre 20:30, schermo Atac.
Venti Sigarette In un anno di grande successo della commedia, il film italiano che ho amato di più (complice la visione durante la kermesse veneziana)  è probabilmente questo film drammatico: una storia triste come poche altre, ma in grado di strappare più di un sorriso, una regia che sa trattare le immagini come si dovrebbe sempre fare, un soggetto forte e due giovani attori veramente bravi (Carolina Crescentini e Vinicio Marchioni). Se volete, potete leggere qui la mia recensione di Venti Sigarette. Giovedì 11 agosto 20:45 e domenica 21 agosto 22:10, schermo d’essai.
C’è chi dice no Ancora una di quelle commedie italiane che hanno caratterizzato l’ottima annata cinematografica. Un cast molto televisivo (Luca Argentero, Paolo Ruffini, Paola Cortellesi, Myriam Catania, Marco Bocci) per raccontare uno dei vizi del mondo del lavoro in Italia: la raccomandazione. Dalla sanità alla pubblica istruzione, passando per il giornalismo: un Paese in cui se non conosci nessuno sei fottuto. Divertente ed emozionante, ma un po’ semplicistico. Venerdì 12 agosto 20:45, schermo Atac.
Inception Snobbato agli Oscar e visto dalla critica con alterni favori, Inception è certamente il film che maggiormente ha stupito il pubblico nell’ultima stagione cinematografica. Di Christopher Nolan, con un Leonardo di Caprio maturo e all’altezza del ruolo da protagonista. Clicca qui per leggere la mia entusiasta recensione. Sabato 13 agosto 20:45 e lunedì 29 agosto 20:30, schermo Atac.
The Social Network La regia magistrale di David Fincher accompagna il racconto della nascita del social network per eccellenza. Clicca qui per leggere la mia appassionata recensione. Domenica 14 agosto 20:45 e domenica 4 settembre 20:30, schermo Atac.
Una vita tranquilla Un Tony Servillo prevedibilmente impeccabile in un film molto intelligente e allo stesso tempo sconfortante sull’impossibilità di voltare le spalle al proprio passato e cambiare vita. Se volete saperne di più potete leggere per intero la mia recensione di Una vita tranquilla. Lunedì 15 agosto 20:30, schermo d’essai.
Boris – Il film Dopo tre serie, almeno due delle quali riuscite a un livello fino a poco prima nemmeno auspicabile per la serialità italiana, il film di Boris concentra e riunisce tutte le energie creative e irriverenti che hanno reso la serie un cult. Come al solito, soprattutto una scusa per rappresentare i vizi di questo Paese. Giovedì 18 agosto 20:30 e mercoledì 31 agosto 20:30, schermo Atac.
I ragazzi stanno bene Storia di una normalità fuori dal comune: la vita di una famiglia lesbica con due figli riceve uno scossone quando i ragazzi vogliono conoscere il donatore di sperma che vorrebbero chiamare padre. Una commedia intensa e divertente. Se vuoi conoscere la mia opinione leggi la recensione di I ragazzi stanno bene. Giovedì 18 agosto 22:30, schermo Atac.
Immaturi Una commedia italiana dalla freschezza sorprendente, con personaggi sopra le righe, che riescono però a cogliere bene le contraddizioni, le idiosincrasie e i difetti dei circa quarantenni di oggi, ancora sospesi tra la voglia di sentirsi ragazzini e un futuro incerto. Cast brillante con Ricky Memphis, Luca Bizzarri, Paolo Kessilogu, Ambra Angiolini, Raul Bova, Barbara Bobulova, Anita Caprioli e Alessandro Tiberi. Regia di Paolo Genovese. Lunedì 22 agosto 20:30 e mercoledì 7 settembre 20:30, schermo Atac.
La Passione Una storia dagli accenti meta-cinematografici, per risate a denti stretti sullo stato dell’arte in Italia, tra giovani registi over cinquanta, ricatti e attoruncoli viziati e personaggi di periferia. Martedì 23 agosto 20:30, schermo d’essai.
Into paradiso Una commedia velata di amarezza che esprime con leggerezza partenopea l’anima napoletana. Singolare sceneggiatura, ottimo cast. Vale sicuramente una visione, anche (soprattutto?) per chi non è mai stato a Napoli. Per sapere cosa ne penso leggi la mia recensione di Into Paradiso. Martedì 23 agosto 22:30, schermo d’essai. 
Potiche: la bella statuina Le rivendicazioni femminili tra il lavoro e l’ambiente domestico in una farsa francese divertente e sopra le righe. Con Catherine Deneuve. Per saperne di più leggi la mia recensione di Potiche. Venerdì 26 agosto 22:30, schermo Atac.
Gianni e le donne Il secondo piccolo gioiellino di Gianni Di Gregorio, una malinconica e fresca riflessione sulla vecchiaia, stagione della vita rimossa e ritardata con ogni scusa. Se vuoi sapere cosa ne penso leggi la mia recensione di Gianni e le donne. Venerdì 26 agosto 20:30, schermo d’essai.
Buried – Sepolto Uno dei film più belli, originali e interessanti dell’ultimo anno: novanta minuti con il fiato sospeso mentre tutto ciò che vediamo è un uomo chiuso in una bara. Leggi la recensione di Buried per scoprire di più sul film. Domenica 28 agosto 22:30, schermo Atac.
We Want Sex  Dalla Gran Bretagna, una commedia sociale femminista divertente e commovente. Con la mia scoperta dell’ultima annata cinematografica, l’attrice Sally Hawkins. Se sei curioso, leggi la mia recensione di We want Sex. Domenica 28 agosto 20:30, schermo d’essai.
La pecora nera  Dal popolarissimo autore/attore teatrale Ascanio Celestini un esordio cinematografico molto singolare che conserva l’anima del palcoscenico e racconta la malattia mentale in modo toccante e disarmante. Se volete sapere la mia opinione leggete la mia recensione di La pecora nera. Giovedì 1 settembre 20:30, schermo d’essai. 
Vallanzasca, gli angeli del male Il controverso film che Michele Placido ha presentato all’ultimo Festival di Venezia, con un Kim Rossi Stuart in grazia di Dio che interpreta uno dei più affascinanti criminali del nostro passato prossimo. Potete leggere la mia recensione di Vallanzasca qui. Domenica 4 settembre 20:30, schermo d’essai.
Sconsigliati (io li ho visti, ma chi non l’ha fatto non si è perso nulla)
Dylan Dog Martedì 8 agosto 22:40, schermo Atac.
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Vi presento i nostri  Sabato 20 agosto 22:20, schermo Atac.
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Amore e altri rimedi – recensione Martedì 23 agosto 20:30, schermo Atac.
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Incontrerai l’uomo dei tuoi sogni Sabato 3 settembre 20:30, schermo Atac. 
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Kill me please recensione Venerdì 9 settembre 22:20, schermo Atac.
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La solitudine dei numeri primi recensione Sabato 10 settembre 22:45, schermo Atac.
Il ping pong del cinema italiano: botta e risposta con i registi
Daniele Coluccini e Matteo Botrugno Lunedì 8 agosto 20:45 schermo d’essai, dopo la proiezione di Et in terra pax.
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Aureliano Amadei Giovedì 11 agosto 20.45 schermo d’essai, dopo la proiezione di Venti sigarette.
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Pupi Avati Giovedì 18 agosto 20:30 schermo d’essai, dopo la proiezione di Una sconfinata giovinezza.
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Giulio Mandredonia Lunedì 22 agosto 20:30 schermo d’essai, dopo la proiezione di Qualunquemente.
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Luca Miniero Giovedì 25 agosto 20:30 schermo d’essai, dopo la proiezione di Benvenuti al Sud.
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Enrico Vanzina Lunedì 29 agosto 20:30 schermo d’essai, dopo la proiezione di Sotto il vestito niente… l’ultima sfilata.
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Ascanio Celestini Giovedì 1 settembre 20:30 schermo d’essai, dopo la proiezione di La pecora nera.
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Rocco Papaleo Lunedì 5 settembre 20:30 schermo d’essai, dopo la proiezione di Che bella giornata.
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Luca Argentero Giovedì 8 settembre 20:30 schermo Atac, dopo la proiezione di La donna della mia vita.
In più… Dal 6 all’11 settembre sarà possibile assistere a una selezione dei film che partecipano al Festival di Locarno (3 – 13 agosto).
Altri film che potrebbero interessarvi se, come me, non li avete ancora visti (scaricate il file con il programma qui sotto per conoscere gli orari): The Fighter di David O. Russel, Hereafter di Clint Eastwood, La bellezza del somaro di Sergio Castellitto, Parto col folle di Todd Phillips, Limitless di Neil Burger, Il gioiellino di Andrea Molaioli, Somewhere di Sophia Coppola, Stanno Tutti bene di Kirk Jones, La donna che canta di Dennis Villeneuve, Il cigno nero di Darren Aronofsky, Non lasciarmi di Mark Romanek, Biutiful di Alejandro Gonzalez Inarritu, Machete di Robert Rodriguez, Corpo Celeste di Alice Rohrwacher, Precious di Lee Daniels, Miral di Julian Schnabel, Sorelle Mai di Marco Bellocchio, Figli delle stelle di Lucio Pellegrini, Gorbaciof di Stefano Incerti, L’esplosivo piano di Bazil di Jean-Pierre Jeunet, Another Year di Mike Leigh, Wall Street – Il denaro non dorme mai di Oliver Stone… e altri ancora!

La top 20 di Quentin

Quentin TarantinoL’inizio dell’anno è un buon momento per tirare le somme e fare classifiche. Mi piacerebbe condividere con voi la mia personale top ten, ma al momento c’è qualcosa di più interessante di cui (s)parlare: la top 20 cinematografica del 2010 secondo Quentin Tarantino. La prima cosa che mi viene da notare è che dal Festival di Venezia, dove era giudice, si è portato solo un film, che non era nemmeno in gara. In compenso, al quarto posto c’è un film italiano, quel Io sono l’amore che ha fatto guadagnare a Tilda Swinton il Nastro d’Argento.

1. Toy Story 3

2. The Social Network

3. Animal Kingdom

4. Io sono l’amore

5. Rapunzel

6. True Grit

7. The Town

8. Lo stravagante mondo di Greenberg

9. Cyrus

10. Enter The Void

12. Innocenti bugie

13. In viaggio con una rock star

14. The Fighter

15. Il discorso del Re

16. I ragazzi stanno bene

17. Dragon Trainer

18. Robin Hood

19. Amer

20. Jackass 3-D

Come sempre, un QT provocatoriamente pop! Fonte: Tarantino.info

1 novembre 2010: qualche appunto disordinato dal Festival Internazionale del Film di Roma

Rabbit HoleEccoci. Sapevo che questa sarebbe stata la mia giornata al Festival, anzi a dirla tutta se avessero pubblicato prima il programma  avrei fatto solo un accredito giornaliero. Mi sono svegliata all’alba (be’, alle 6:45) per vedere i film di David Fincher e John Cameron Mitchell, su cui avevo aspettative molto alte. E posso dire con soddisfazione e un’aria di trionfo che le aspettative sono state soddisfatte.
L’atteso The Social Network di David Fincher è un film degno di cotanto regista, capace di raccontare questa storia con un grande senso del ritmo e soluzioni visive affascinanti. Così anche il miliardario/nerd Mark Zuckerberg assurge a icona. Chiariamo subito una cosa: The Social Network non è un film su Facebook, il famoso sito web fondato dall’ex-studente di Harvard e non è nemmeno un film su Internet, come ho sentito dire a due vegliardi che uscivano della sala. Ovvio, il film parla del fondatore del più grande fenomeno che il web abbia visto negli ultimi anni (probabilmente oggi Facebook è secondo solo a Google a livello di popolarità), quindi è normale che vedere lui e i suoi amici fare cose brutte come programmare. Il punto però non è questo e se la pensate così, significa che vi siete persi qualcosa.
Il film di David Fincher parla di un ragazzo, della sua disperata competitività e di come questa possa essere allo stesso tempo la base del suo successo professionale e la rovina delle sue relazioni personali. Sì, perché Mark si sarà pure fatto 500.000.000 di amici, ma ha perso il suo unico amico e l’unica ragazza di cui sia stato innamorato. D’altra parte questo tizio è uno a cui è capitata la fortuna di inventare la cosa giusta al momento e nel modo giusto e di passare dall’essere un nerd piuttosto asociale (in certi momenti ricorda molto lo Sheldon di The Big Bang Theory) all’essere uno degli uomini più ricchi d’America. Insomma, sono cosette su cui riflettere, non proprio un film su Facebook e nemmeno un film sui campus americani, come potrebbe sembrare dal trailer.
Rabbit Hole di John Cameron Mitchell, che sinora ha messo a segno tre colpi su tre, è un film veramente bello. E anche se mi sento molto Mollica tutte le volte che uso questo aggettivo, ho dalla mia la consapevolezza di usarlo ancora con un certo valore. Non sono, in genere, una che va pazza per i film drammatici (questo forse per averne fatto una cattiva indigestione televisiva nell’infanzia), ma questo film va oltre quello che si suppone debba fare il genere e racconta dei personaggi così a tutto tondo che mi sembrano persone reali. I miei vicini di casa, forse, o io stessa tra vent’anni. E in fondo, a sentire Aaron Eckhart oggi in conferenza stampa, è proprio questo che dovrebbe fare un attore: “Se riesco a convincervi di non avermi mai visto e che non sono un attore, ma solo la persona della storia, allora ho fatto il mio mestiere e sono riuscito a stupirvi.”
Molto al di fuori dalle tematiche finora affrontate dal regista, il film è tratto da una piece tetrale di David Lindsay-Abaire ed è la storia di due genitori che cercano di superare il lutto per la perdita del figlio di quattro anni. Molto intense le performance dei protagonisti Eckhart, appunto, e Nicole Kidman (che è anche la produttrice del film), come sempre potentissima la regia di John Cameron Mitchell. Non mancano alcuni elementi che cominciano a diventare una sorta di firma autoriale per lui: i disegni, che diventano una forma espressiva parallela all’interno dei film, la musicalità della colonna sonora (anche se l’autore non è lo stesso), un profondo senso di come tragedia e commedia siano inesorabilmente co-presenti nella vita e per finire qualche ispirazione tratta dalla mitologia classica. Così, quello che rischiava di diventare l’ennesimo regista (auto)confinato al cinema gay, si emancipa da qualsiasi confezionamento di genere ed entra nella rosa delle più eclettiche promesse per i prossimi dieci o vent’anni.

Ed ora, vado a recuperare We Want Sex al Metropolitan, visto che non sono ancora riuscita a vederlo!