La top 20 di Quentin

Quentin TarantinoL’inizio dell’anno è un buon momento per tirare le somme e fare classifiche. Mi piacerebbe condividere con voi la mia personale top ten, ma al momento c’è qualcosa di più interessante di cui (s)parlare: la top 20 cinematografica del 2010 secondo Quentin Tarantino. La prima cosa che mi viene da notare è che dal Festival di Venezia, dove era giudice, si è portato solo un film, che non era nemmeno in gara. In compenso, al quarto posto c’è un film italiano, quel Io sono l’amore che ha fatto guadagnare a Tilda Swinton il Nastro d’Argento.

1. Toy Story 3

2. The Social Network

3. Animal Kingdom

4. Io sono l’amore

5. Rapunzel

6. True Grit

7. The Town

8. Lo stravagante mondo di Greenberg

9. Cyrus

10. Enter The Void

12. Innocenti bugie

13. In viaggio con una rock star

14. The Fighter

15. Il discorso del Re

16. I ragazzi stanno bene

17. Dragon Trainer

18. Robin Hood

19. Amer

20. Jackass 3-D

Come sempre, un QT provocatoriamente pop! Fonte: Tarantino.info

The Town: Affleck si fa in tre… e perde qualche punto

The TownCon Gone Baby Gone del 2007, Ben Affleck aveva esordito alla regia in modo più che convincente e non banale; d’altra parte, avevamo già avuto modo di apprezzare le sue qualità anche dietro le quinte di Will Hunting – Genio ribelle, sceneggiato a quattro mani con l’amico Matt Damon. Purtroppo con The Town egli si situa al di sotto delle aspettative che era riuscito a creare: perde originalità e acume nello sforzo di lavorare sia davanti che dietro la macchina da presa.

Ho scritto questa recensione per Cinema 4 Stelle: continua a leggerla.
Indicazioni terapeutiche: stimola la riflessione su come fattori esterni e ambientali possano influenzare l’individuo. Attenzione: un Ben Affleck romantico e rimesso a nuovo a colpi di palestra potrebbe stimolare gli ormoni femminili.

Una critica per caso: diario della Mostra del cinema Venezia 2010 – 7 e 8 settembre

Ballata triste dell'odio e dell'amore
Presentato ieri in presenza del regista, del cast del film e della giuria di Venezia 67 (Quentin Tarantino incluso nel prezzo) il film Balada triste de trompeta… e io potrò dire io c’ero!!! Se non ci credete, potete sempre dare un’occhiata alle foto che ho scattato.
All’altezza delle mie aspettative e forse persino più in alto, la pellicola del regista spagnolo Alex de la Iglesia è visionaria, tragica, eccessiva, violenta, commovente e a momenti persino trash. Una pellicola complessa, i cui protagonisti si sviluppano su diversi e contrastanti livelli e il cui intreccio si muove sui paradossi e le contraddizioni della vita e della psiche umana. Alcune scene sono da restarci secchi e il finale lascia senza fiato: il pubblico in sala l’ha seguita con una partecipazione da stadio e Tarantino è uscito dalla sala con un ghigno di soddisfazione. Tifo per il Leone d’oro.
Nemmeno questa volta sono riuscita a chiedere a QT di sposarmi, temo che dovrà tornare in America a mani vuote. Peccato! Oggi ho cominciato la mia giornata con un nubifragio che per poco mi impediva di arrivare al Lido e dopo aver preso il vaporetto mi è venuto il mal di mare… e non mi è ancora passato. Aldilà di questi trascurabili dettagli di colore personali, il primo film della giornata è stato The Town, il secondo film della famiglia Affleck in mostra. Ben Affleck scende un po’ al di sotto delle potenzialità che aveva dimostrato sia in Will Hunting – Genio ribelle come sceneggiatore, sia nella sua prima regia Gone, baby, gone, facendo un film senza infamia nè lode, in tutto simile a molti action già visti. In conferenza stampa afferma di aver preso in qualche modo spunto dall’italiano Gomorra per raccontare come un luogo possa in qualche modo frenare e rendere difficile il cambiamento individuale, risucchiando un uomo in una spirale di criminalità e violenza.