#Vitadasingle Dai 20 ai 40 vanno bene tutti

What's your age? Fuckable!
“Siamo in un’età in cui, dai 20 ai 40, vanno bene tutti.” Questa perla non è mia, ma della mia migliore amica la quale, per sgombrare il campo da dubbi ed evitare che il form dei commenti si trasformi in una rubrica di annunci personali, è fidanzatissima e, che io sappia (ma io so, fidatevi), fedele. Le avevo appena confessato qualche recente flirt con ragazzi più piccoli di me. “Cosa sta succedendo Chià? Il mio target si sta spostando verso il basso quando dovrebbe essere il contrario!“. Quella sopra è la risposta che ho ricevuto. Sono cresciuta in un paese in cui si comincia a cercare “marito” verso i quattordici, sedici anni. Come vedete dai risultati, sono riuscita a scansare abilmente tutte le possibilità, fino a ritrovarmi a 19 in una città in cui si comincia a cercare “marito” verso i 28 – 30 anni. Fatto sta che, avendo una prospettiva matrimoniale sin dalla più tenera età e conoscendo la naturale immaturità maschile, le paesane mirano subito a uscire con ragazzi più grandi di almeno tre, quattro anni. Così anche io, a mio modo portatrice inconsapevole di saggezza contadina, ho frequentato ragazzi più grandi. Differenza massima: dieci anni. Negli ultimi mesi ho perso anche quest’ultimo residuo di pragmaticità femminile e mi è capitato di uscire con ragazzi un po’ più piccoli. Forse significa che, emancipatissima, ho definitivamente rinunciato al miraggio matrimoniale, a un uomo più maturo, al mito della protezione maschile. O magari, è solo un altro effetto collaterale della primavera, con i pollini, i primi eritemi solari e gli ormoni impazziti come palline in un flipper. Non lo so, ditemelo voi.

#Vitadasingle Ma dove sono gli uomini? Ovvero: o tempora, o mores!

 

Ti porto amore

“Ma dove sono gli uomini?”

La domanda, pronunciata con un verace accento campano alla fine di una serata senza senso, è di una delle mie migliori amiche. Single imperterrita, stuzzicatrice impertinente e troppo consapevole con una certa precocità, la beneventana non lamentava l’incapacità di trovare ragazzi da rimorchiare, ma la palese assenza nel raggio di chilometri di uomini dotati del minimo sindacale di cavalleria. Si parte da cose banali, tipo evitare di guidare come guiderebbe Shumaker se non avesse neanche la patente per fare strada a una ragazza verso una destinazione che lei non conosce. Oppure: sull’autobus non solo nessuno si alza più per cedere il posto a una ragazza (vi prego, tenete presente che le nostre scarpe sono in media più scomode delle vostre), ma c’è chi ti strattona pur di guadagnare la porta per primo. Come si può arguire la perdita della galanteria è ancora più prepotente quando si tratta di uscire con una ragazza, ma in questo caso la vendetta è presto servita e il bon-ton può fare la differenza tra una serata hot e un due di picche. Alcuni giorni fa ho conosciuto un tipo. Molto carino, in gamba, apparentemente timido e goffo in un modo grazioso. Dopo un’ora passata a parlare ci siamo presentati. Questo dettaglio curioso e altre piccole cose avevano fatto sembrare buone le premesse, nonostante ci fossimo conosciuti davanti ai Sebach di un concerto. Lo so, nemmeno le location sono più quelle di una volta. Ci sentiamo un paio di volte e decidiamo di rivederci. Solo che la sua idea di primo appuntamento è: “Che ne dici di stasera in seconda serata, vado a cena con i miei amici e finiremo verso l’una.” Non ci vuole un manuale di buone maniere per sapere che questo non è un modo carino di cominciare le cose. Bello, io sono una discendente diretta di Cenerentola, hai presente, quella della scarpetta: dopo l’una non è un appuntamento, è una scopata. E sai che c’è? Mi sa che stavolta torni a casa senza passare dal via. Sottotitolo: devi almeno fare finta di guadagnartela.  Sono abbastanza convinta che quest’assenza di spirito cavalleresco sia dovuta a una certa inflazione della gnocca: il sesso è una commodity e le ragazze sono come gli accendini, sempre disponibili e la maggior parte delle volte gratis. Le nostre nonne avevano capito tutto: marcia indietro, bisogna ricominciare a tirarsela. Certo, se anche i ragazzi iniziassero a comportarsi come i nostri nonni non sarebbe male. Se qualcuno di loro è in ascolto, vorrei dirgli che il galateo non sarà mai fuori moda. Passo e chiudo.

Uno, due… e tre

Uno, due… e tre. Agli uomini manca qualunque percezione del momento opportuno. Pessimo tempismo, guys. Ricompaiono come se il tempo non fosse passato, come se da due punti divergenti si potesse ritornare allo stesso punto di partenza, come se la vita nel frattempo non fosse trascorsa con le sue forti dosi di emozioni, eventi, scelte. Alcune di queste cose possono anche cambiare una persona. Non sono pronta a riaprire discorsi chiusi. Mi rendo conto che è un modo di fare non mi appartiene. L’ho imparato a mie spese, che si torna a sbattere sugli stessi muri. Si ritorna subito su ciò che era stato causa dell’allontanamento. Non mi farebbe bene se “rompessimo il nostro patto per una sera”: non è il momento per me. E se qualcuno mi chiede “ma sei ancora bella come l’anno scorso?” rispondo sì, ma ho il cuore più pesante… se credi di riuscire a reggerlo…
E tre: vanno via troppo presto… o un po’ troppo tardi – questione di punti di vista.
Non vorrei guardarti con tristezza.