Promises Written in the Water: la furba incomunicabilità dell’artista

Vincent GalloVincent Gallo è stato senza alcun dubbio una dei personaggi più controversi e chiacchierati (secondo solo al presidente di giuria Quentin Tarantino) di questa 67esima edizione della Mostra Internazionale del Cinema di Venezia. Inafferrabile per qualunque giornalista volesse avvicinarlo per un’intervista, vincitore della Coppa Volpi per la miglior interpretazione attoriale in Essential Killing di Jerzy Skolimowski, si è dato alla macchia al momento di ritirare il premio, mentre come regista si è presentato con un’opera ostica, ermetica e sfacciatamente intellettualistica, che è piaciuta ad alcuni lasciando perplessi i più: il lungometraggio Promises Written in the Water
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Indicazioni terapeutiche: ottima forma di distrazione per gli amici cinefili. Per esempio: siete alla cassa del supermercato e c’è una lunga fila di accaniti cinefili snob davanti a voi? Potete aspettare, oppure potete dire che nel cinema d’essai di vattelappesca è in programma il nuovo film del tormentato regista. Entro due minuti sarete fuori con i vostri sacchetti. Ottimi risultati anche all’inverso: c’è un ragazzo bruttissimo che non vi da tregua? Invitatelo a vedere con voi l’ultimo film di Gallo, dipingendolo come il vostro unico e vero mito. Dopo 10 minuti vi sarete liberate di lui. Attenzione: non funziona con i tampinatori cinefili.

Essential Killing: Gallo + Skolimowski = doppio premio alla Mostra

Vincent Gallo in Essential killingIl film di Jerzy Skolimowski (Segni particolari, nessunoMoonlightingSuccess Is the Best Revenge), presentato in concorso a Venezia e vincitore del Leone speciale della Giuria, ha estasiato buona parte della critica con la sua narrazione estrema sull’umana sopravvivenza, che fa in fretta a diventare disumana e animale. Difficilmente, però, potrà catturare il grande pubblico delle sale nostrane per via della sua esibita e tesa lentezza e il ricorso ad un ritorno al muto al quale una valanga costante di parole ci ha resi impreparati. Un film, comunque, che fa mette lo spettatore alla prova con una escalation di disagio e ansia…
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Indicazioni terapeutiche: indicato soprattutto per cinefili appassionati e pazienti, un inno amorale all’essenza animale, libera e primitiva dell’uomo.

Una critica per caso: diario della Mostra del cinema Venezia 2010 – 6 e 7 settembre

Vallanzasca
Non è facile seguire la propria scaletta qui alla Mostra, con questo ho dovuto fare pace fin dal primo giorno. Tra file interminabili in cui qualcuno inevitabilmente resta fuori e incastri che non funzionano abbastanza, ho già modificato il mio personale programma un milione e cinquecentodiciassette volte. Ci vuole pazienza.
Ieri ho visto Vallanzasca, il film di Michele Placido criticato a priori per il soggetto scelto. Perché negli USA Mann può fare Nemico Pubblico con Johnny Depp, ma in Italia fare un gangster movie ispirato a un malvivente ancora vivente è ancora tabù. Ne riparleremo. Tra l’altro, giudicando il film per quello che è e non per quello che rappresenota (come si dovrebbe fare sempre), Placido ha fatto un buon lavoro, pur con qualche evidente scivolone.
Promises written in the water di Vincent Gallo è invece un film in bianco e nero monocolore e alquanto intollerabile, che finge di essere un’opera d’arte trasgressiva. Vincent Gallo gioca a fare l’artista pazzoide. E vabbè.

Altro fulminato, ma a quanto sembra più autentico, è Joaquin Phoenix, protagonista del documentario del cognato Casey Affleck. I’m still here (questo il titolo) a modo suo funziona, ma ritrae in maniera impietosa un’immagine degradata e a momenti disgustosa dell’attore “due volte nominato al Premio Oscar” (come tengono a ripetere più volte). Alla fine non si sa se provare rabbia o compassione.

Mal riuscito il corto dal titolo furbetto Sposerò Nichi Vendola di Andrea Costantino, che vorrebbe essere un tributo al politico pugliese, ma sembra dipingerlo come un populista incoerente che seduce le vecchiette.

In programma tra mezz’ora ho Achille, un corto di Giorgia Farina e Into Paradiso di Paola Randi mentre per la serata ho preso il biglietto per Balada tiste de trompeta, sul quale ho aspettative altissime e che non sono ancora riuscita a vedere. In sala ci saranno la giuria, il regista e il cast del film, la qual cosa mi rende felice.