Assassini nati: dacci oggi il nostro male quotidiano

Natural born killersRegia videoclippara (che, personalmente, considero un pregio più che un difetto), violenza al limite dello splatter, ritmo massacrante, scene animate e sequenze visionarie: un film come Natural Born Killers (il titolo originale mi piace di più) suscita pareri molto contrastanti e forse fa parte di quella categoria di pellicole che o si amano o si odiano. Ecco, io me ne sono innamorata visceralmente qualche mese fa, quando in un pomeriggio noioso e annoiato ho trafugato il dvd dalla collezione di una mia coinquilina – tranquilli, ho restituito il film e rimesso tutto in ordine senza lasciare tracce e cancellando le impronte.
Quella di Oliver Stone è una ibridazione di linguaggi mai fine a se stessa, capace di smuovere corde profonde nella sensibilità dello spettatore. Prende in giro i media, accusa la televisione e si serve di essa, ricorre al linguaggio universale di Mtv e ruba dai cartoon giapponesi idee e tecniche di animazione. Come farà Tarantino in Kill Bill 10 anni dopo, gioca con richiami e citazioni, fa un grande mix, che ha la forza di una bomba a mano che continua a esplodere per quasi due ore di fila.
Non a caso, la sceneggiatura originaria era di Quentin Tarantino, che disconobbe il lavoro finale e addirittura pubblicò la sua versione (infatti a lui si riconosce il soggetto, ma la sceneggiatura è attribuita a David Veloz). Insomma, il film è figlio bastardo del regista di Pulp fiction (che è dello stesso anno), e noi non possiamo che riconoscerne lo stampo. Ci sono dialoghi di una bellezza quasi commovente: ve ne do giusto un esempio.
Mallory: Mi fai sentire felice come quando andavo all’asilo.
Mickey: Ora dobbiamo crescere. La strada per l’inferno è davanti a noi. Mal… mi vuoi sposare?
A coronare l’insieme, una serie di interpretazioni mozzafiato: i personaggi principali riescono a far brillare dentro di sè la scintilla della follia. Non solo Mickey (Woody Harrelson) e Mallory Knox (Juliette Lewis) incarnano il male, la qual cosa è quasi scontata, ma la malvagità pervade anche il detective Scagnetti (Tom Sizemore), che per giunta risulta notevolmente più antipatico. Il personaggio più ambiguo, non a caso, è il media man interpretato con eccellente bravura da Robert Downey Jr.
Indicazioni terapeutiche: contro la stipsi del buonismo e dell”happy ending a tutti i costi il concentrato di violenza di questo film coadiuvato dal fatto stesso che il male, per una volta, trionfi, ha un effetto terribilmente… liberatorio! Controindicazioni: leggere attentamente le istruzioni, non somministrare ai bambini al di sotto dei 12 anni.

2012: a che ora è la fine del mondo?

2012Dopo aver visto il trailer dell’ultimo film di Roland Emmerich, lo spettatore medio ne può indovinare perfettamente la trama. 2012 è il più classico dei disaster movies: il mondo è in pericolo ed esiste un piano per salvare l’umanità dall’imminente catastrofe. Però è necessario l’intervento di un eroe per caso perché tutti abbiano il loro lieto fine. Nessuno si aspetta un film particolarmente originale, ma nessuno lo vuole. Quello che il pubblico vuole, quando entra nella sala buia per (ri)vedere l’apocalisse, è sentire la solita vecchia storia della disperazione umana e di come in situazioni estreme alcune persone si trasformino in belve ed alcune altre in eroi.

Questo blockbuster da manuale non deluderà il pubblico in cerca di sensazioni forti. L’eroe, lo scrittore Jackson Curtis (John Cusack), incontra uno stravagante profeta mezzo hippie (Woody Harrelson), che gli rivela quello che sta per accadere. Dopo un momento di incredulità è costretto a prendere sul serio gli avvertimenti del folle saggio e tenta di salvare la sua famiglia dalla fine del mondo. Come si può immaginare ciò avviene attraverso situazioni rocambolesche ed estremamente pericolose. Allo stesso tempo assistiamo alla parabola umana dello scienziato (Adrian Hemsley), che ha previsto l’ineluttabile fine del mondo. Infatti, seppure venga menzionata (fin troppo) di frequente la celebre profezia Maya, è forte il tentativo di dare una parvenza di spiegazione scientifica. Che essa sia verosimile o meno, importa poco, l’importante è che regga per almeno due ore e mezza, costituendo il pretesto per le numerose scene di roboante auto-distruzione del pianeta. Come è naturale che sia, lungo tutto l’arco del film, la tensione si risolve sempre last minute e le acrobazie si inanellano una dietro l’altra. […]

Ho scritto questa recensione per Cineclick: continua a leggerla.

Indicazioni terapeutiche: se ne consiglia l’uso in tutti i casi in cui si avverta il bisogno di un adeguato rinforzo testosteronico e adrenalinico; in particolare, la presenza di effetti speciali in CG lo rende indicato a stimolare la corteccia cerebrale maschile. Nella composizione chimica sono presenti in forti dosi teorie millenaristiche e temi ecologico-catastrofisti, per tale ragione il film non è indicato per chi soffre d’ansia, attacchi di panico ed è inoltre sconsigliato a chi ha una latente tendenza alla depressione.