Zodiac: un thriller (niente di esaltante)

Zodiac
La storia del serial killer californiano è un bel thriller, un film che si lascia guardare con piacere, ma… chi va a vederlo con in mente Fight Club potrebbe restare deluso. Non è l’assenza di Brad Pitt che pesa sul giudizio, ma piuttosto due limiti, il primo dei quali era presente in nuce nel soggetto. Mi riferisco al fatto che si tratti di una storia vera: ciò che di solito è un valore aggiunto, ma in questo caso sembra attenuare/bloccare lo stile del regista. L’altro limite è una seconda parte un po’ pesante: troppi dialoghi, troppi elementi, troppe date – in effetti in questo caso non so se il limite sia insito nella storia o nel modo di raccontarla. Comunque ne risulta un overload informativo che schiaccia la tensione.
Detto ciò, Zodiac resta un film molto gradevole, sia dal punto di vista dei contenuti che dal punto di vista delle immagini. Senza eccessi nella rappresentazione della violenza, offre qualche spunto di riflessione interessante: sui limiti delle indagini poliziesche, su quanto possa incidere un avvenimento di cronaca nella vita di una persona e, a volercelo vedere, sull’etica giornalistica. Bel cast: notevole interpretazione di Robert Downey Jr. nei panni del giornalista cinico e alcolizzato, accanto a un Jake Gyllenhaal non proprio in splendida forma.
Indicazioni terapeutiche: utile per tenere la mente in allenamento, indicato per soggetti appassionati di gialli e thriller.