Yes Man: imparare a dire sì alla vita

Yes manPrendete il carpe diem, mettetelo in un frullatore con l’american way, buttateci dentro quella maschera umana di Jim Carrey e un’abbondante dose di romanticismo. Il risultato? Yes Man, una commedia scanzonata, che diverte senza troppe pretese.
In un certo senso Yes Man continua il discorso iniziato dal regista Peyton Reed nel precedente Ti odio, ti lascio, ti Il soggetto del film con Jennifer Aniston e Vince Vaughn era la fine di una storia d’amore; Yes Man, invece, prende le mosse dall’indolenza di un uomo che a tre anni dalla fine della sua relazione non riesce a trovare le motivazioni per vivere.
Carl, interpretato da Jim Carrey, ha costruito intorno a sé una corazza che si è trasformata in una prigione e gli impedisce di provare nuove gioie. La sua entrata in scena è una carrellata di no: all’amico che gli propone una serata fuori, al ragazzo che gli porge un volantino, alle e-mail che cancella senza nemmeno leggere, all’anziana vicina di casa che gli offre la colazione, al capoufficio che lo invita ad una festa. Nonostante i ripetuti tentativi da parte del suo miglior amico, a tirarlo fuori dal suo apatico guscio è un seminario di auto-aiuto, in cui un guru-superstar gli strappa la promessa di dire sì per un anno a qualunque opportunità la vita gli presenti.
Una simile promessa è il pretesto per una serie di situazioni paradossali, estreme, imbarazzanti ed equivoche in cui il protagonista si butta con incoscienza. “Quando mi hanno proposto il film ho pensato che l’idea di dover dire sempre sì a qualunque cosa fosse lo spunto perfetto per una commedia”, commenta Jim Carrey. In effetti l’idea ricorda da vicino il film Bugiardo Bugiardo in cui lo abbiamo visto circa dieci anni fa. I punti di contatto non finiscono qui, visto che anche qui il capovolgimento dello stile di vita, dopo aver attraversato una serie di situazioni esilaranti, approda a una sorta di apologo morale.
Il sì per Carl è il simbolo di una svolta. La scoperta delle numerose meraviglie che la vita porge ad ognuno e che spesso si evitano con inconsapevole leggerezza. Troppi sì lo mettono in situazioni al limite dell’assurdo, i suoi amici approfittano appena possono di questa sua generosa accondiscendenza, ma tutto sommato Carl ricomincia a vivere. Si diverte, fa esperienze nuove, ottiene persino un’insperata promozione sul lavoro. Soprattutto, incontra una donna di cui si innamora. Una giovane donna eccentrica ed affascinante, musicista e fotografa di nicchia, con un’anima aperta e spontaneamente generosa. Il tipo di persona che non ha bisogno di un corso per imparare a godersi la vita.
Il volto sbarazzino di Allison, interpretato da Zooey Deschanel, affianca la star della commedia con innocente romanticismo. La nascita di una storia d’amore tra due persone (più o meno) adulte è uno dei temi principali su cui poggia il film.
“Io non so se vi potreste immaginare me e lei insieme nella vita. Comunque nel film, quando lei finalmente gli dice ti amo, io ho avuto l’impressione che se lo fosse davvero meritato”. È il commento di Jim Carrey a questo amore, che procede delicata lentezza ed entusiasmo infantile. Abbracciare la vita, dire sì a qualunque opportunità si presenti, uscire dalla monotonia, vivere l’imprevedibile e l’imprevisto senza remore.

Questo è in poche parole il messaggio di Yes Man, purché, siamo avvertiti nel finale, si impari anche quando è il momento di dire no. Piccola curiosità. La scelta della graziosa figlia d’arte hollywoodiana, Zooey Deschanel, ha portato qualche cambiamento nella sceneggiatura. “Nel copione non era previsto che Allison fosse intonata – spiega il regista Peyton Reed – ma poi visto che Zooey ha questa bellissima voce abbiamo modificato la parte. Lei ha dato il suo contributo nel comporre le canzoni e il risultato è abbastanza particolare”. In effetti le canzoni che intona sono quasi surreali, e dell’ugola della giovane attrice (e musicista) possiamo apprezzare le tonalità sensuali e ammiccanti.