L’amore giovane: il primo amore non si scorda mai

L'amore giovaneNew York, appartamento semi-fatiscente. William si guarda allo specchio del bagno e ripete: “Il mio cuore è oro, che cosa mi darai in cambio?”. È un giovane aspirante attore, arrivato dal Texas per entrare nel mondo del cinema, che si prepara per un provino imparando le battute. È un ragazzo in cerca di successo, che ancora non conosce esattamente la propria identità. È ciò che Ethan Hawke, il regista di L’amore giovane, era stato circa 15 anni fa, quando iniziò a scrivere il libro da cui è tratto il film (Amore giovane, edito in Italia da Sonzogno nel 1996). Hawke, texano, classe 1970, ha già alle spalle una carriera sorprendente: alla sua seconda regia, nel 1989 ha raggiunto la fama come attore con L’attimo fuggente e negli ultimi anni ha recitato in numerosi film di successo (Giovani, carini, disoccupati, Prima dell’alba, Training Day, Gattaca…). Ormai si sentiva pronto a prendere la giusta distanza dalla propria storia personale per raccontarla in un film: “La mia speranza era che, con un po’ di tempo a disposizione – dichiara il regista – potessi capire meglio i temi di questa storia e realizzare un film onesto e personale.
Il primo amore è la prova che consente a William (interpretato dal giovane e promettente Mark Webber) di diventare adulto. L’incontro con Sara (l’attrice di origini colombiane Catalina Sandino Moreno), un’affascinante giovane cantante, è difficile e intenso: un continuo alternarsi di slanci e ossessioni, di passione e debolezza. E lui, ventenne ancora idealista e un po’ ingenuo resta travolto da questa storia. Trascina Sara fino in Messico, dove deve girare il suo primo film: immersi in una calda terra di colori e di odori, fuori dal mondo in cui vivono, i due attraversano il momento più bello della loro storia. Pensano precipitosamente al matrimonio, si illudono che potrebbe essere per sempre. Ma l’amore giovane è romantico, sensuale, totalizzante… ma non eterno.
La chiave di lettura del film si trova nel rapporto dialettico tra l’amore e il rapporto con i genitori separati. Forse, ancora più in generale, tra le relazioni sentimentali e la famiglia d’origine. Dietro la sua storia con Sara, in cui lui si butta a capofitto, c’è il suono sibilante del fallimento matrimoniale dei suoi genitori, del loro amore precipitoso e imprudente. C’è l’insicurezza e l’imbarazzo di chi non sa come amare e si chiede cosa facciano gli altri ragazzi quando sono soli con le ragazze. C’è la paura che il proprio amore non sia ricambiato che si mescola con il desiderio e diventa ossessione. Dietro la sua ricerca d’affetto c’è un bambino che a otto anni ha dovuto lasciare il suo Paese e anche suo padre. Scena nodale del film è quella in cui il giovane affronta suo padre (interpretato dallo stesso regista): da questo incontro riuscirà a trarre la forza per agire, crescere, accettare le ferite ed andare avanti.
L’amore giovane è un film disperato su un sentimento che lascia molte ferite, ferite che poi ne riaprono altre. Un film gradevole, ma in cui troppo spesso i dialoghi sopraffanno le immagini. Eppure è difficile non identificarsi con qualcuno dei protagonisti: seguirli con un pizzico d’angoscia perché sin dall’inizio è annunciata la fine dell’amore, respirare le atmosfere torride del Messico e del Texas, cercare un perché nei padri e nella madri.
Indicazioni terapeutiche: un potente stimolante per le riflessioni pre e post-rottura. Attenzione: studi di laboratorio hanno dimostrato che provoca immedesimazione e qualche lacrima.

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