28 settimane dopo: l’infezione continua

28 giorni dopoDi solito c’è grande (e giustificata) diffidenza verso i sequel. Diffidenza che tende a crescere in maniera esponenziale se il primo film è firmato da un genio del cinema come Danny Boyle: invece, uscita dalla sala, non ho potuto fare a meno di constatare: “che bella e gustosa sorpresa è stato questo film!
Fa paura. La tensione è costruita ad arte sin dalle prime scene. L’urletto… potrebbe essere dietro l’angolo – secondo la scuola dei grandi horror. C’è, come si conviene, qualche caduta nello splatter – litri di sangue e un elicottero che falcia corpi umani. Lasciatevi trasportare dal film, perché ne vale davvero la pena.
Commuove. Il bambino, il senso materno, una famiglia smembrata, persone innocenti gettate nel mucchio della morte. Ci sono alcun scene che lasciano atterriti davanti alla loro crudeltà ineluttabile: io commentavo con un silenzioso e intimo “merda!” alcune scene – più tristi che paurose. Seduta affianco a me c’era una ragazza che da un certo punto in poi piangeva (facendosi consolare dall’atletico boyfriend, of course)!
Intreccia storie. I protagonisti si susseguono senza conquistare mai, davvero, il ruolo principale: semplicemente rappresentano vari punti di vista sulla vicenda. In uno dei tanti mondi possibili, potrebbe persino essere una narrazione verosimile, nel senso che non ci sono eccessi, nè manierismi. Le scene e il montaggio sono raramente scontati, prospettive e stili si susseguono con rapidità, l’occhio dello spettatore segue vorace il cataclisma inevitabile. Travolgente.
Indicazioni terapeutiche: un sano, sanguigno e soddisfacente integratore energetico per amanti dell’horror. Controindicazioni: animi sensibili e pulzelle facilmente impressionabili potrebbero passare brutti quarti d’ora, seguiti da incubi notturni.

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