[Social StartUp] CookHunter – Pirates of Taste: un’altra idea social-mangereccia.

[Ultimamente mi sto appassionando alle start-up… visto che tutto è virtuale, delocalizzato e privo di confini, non è mica detto che la prossima Facebook debba nascere nella Silicon Valley!] Lo diceva anche Platone che le idee sono nell’aria. Lui la chiamava iperuranio, per noi sono i social network: aria che respiriamo tutti i giorni e che permette il contagio di passioni, attitudini, gusti e, appunto, idee. Mi ero appena innamorata del concept di Cookous, quando ho scoperto che qualcun altro stava dando alla luce un progetto molto simile. Be’… non voglio prenderemi il merito della scoperta, la notizia è venuta a me spontaneamente. 😉 E così tra poco Cookous e cookHunter si contenderanno le gole dei naviganti.
Che cos’è CookHunter? Un marketplace in cui chiunque può mettere in vendita le proprie abilità gastronomiche (non dubito che proverò a farlo anche io): un’ottima occasione per chi vuole trasformare una passione amatoriale per la cucina in un piccolo business e al tempo stesso allargare le proprie conoscenze. Ma… non è tutto: un po’ come FourSquare, CookHunter è anche un gioco in cui il prestigio di ciascun player cresce di pari passo con la sua partecipazione.
Come funzionerà CookHunter? L’idea di fondo non differisce molto da quella di Cookous, che vi ho già presentato: ciascun utente può iscriversi come cuoco (Cook) o come cercatore di sapori (Hunter), oppure può ricoprire uno dei due ruoli a seconda dell’occasione (cookHunter). Rispetto a Cookous c’è una differenza da sottolineare: il Cook, che dovrà cucinare nella propria  location, può decidere se accettare o meno ciascun Hunter come ospite.
L’aspetto Game è più intrigante e originale.

  1. Sia i Cook che gli Hunter vengono classificati in base a un sistema di ranking che deriva dai feedback degli altri utenti: i cuochi competono per diventare King (Golden Chef) della propria zona geografica, mentre gli Hunter accumulano prestigio in modo da poter usufruire di sconti sugli eventi di social eating (10 stelle = 5’% di sconto su un menu a testa, 20 stelle = free menu).
  2. Feeling: con un sistema di emoticon viene segnalato il tipo di rapporto che si stabilisce tra cook e hunter.

Quando, dove come?  Tutto avrà inizio nel mese di agosto, quando saranno aperte le iscrizioni con un simpatico video-contest, tra ottobre e novembre è previsto il decollo del social network in modo da conquistare il mercato italiano nel corso 2012 e quello internazionale nel 2013 (sempre che nel frattempo non si scopra che i Maya avevano ragione). Ecco dove tenersi aggiornati sull’iniziativa:

Il contest. Diciamocela tutta, per incuriosire gli utenti bisogna insaporire la propria ricetta con un pizzico di esclusività (si pensi a Google+). Così, prima di aprire le porte a tutti, cookHunter chiede ai cuochi amatoriali e non di tutta Italia di presentarsi con una Crazy video ricetta: un piatto presentato in modo originale e un po’ folle in modo da stimolare l’acquolina e la curiosità dei potenziali hunter. I video più belli e più votati saranno messi nella home del sito, dando al Crazy Chef il suo meritato quarto d’ora di celebrità (minuto più minuto meno). Top Ordinary Chef: sono cuochi famosi come Davide Scabin, che si presenteranno in una veste informale per cucinare una ricetta semplice e casereccia.

Docu-reality: è stato presentato un progetto a Discovery Network (Sky) per un reality che racconta la preparazione dei menu, l’arrivo degli ospiti e tutte le dinamiche scatenate dal social network. L’accordo potrebbe scattare già in autunno. Senza dubbio Cookous e cookHunter si faranno una benevola guerra a colpi di cuochi, ricette e social-eating… e tra i due litiganti a godere (gastronomicamente parlando) saranno tutti gli amanti delle scoperte culinarie e del piacere di condividere la buona tavola. Stay tuned!

10 Comments

  1. L'idea è interessante! detto questo cambierei i colori e un po' la grafica, cambiando i colori ed inserendo dettagli riguardo l'italia ed i suoi colori perchè malgrado l'Italia non passi un buon periodo, la sua cucina rimane la migliore nel mondo ed un Social Network italiano sulla cucina attirerebbe anche stranieri! Da pensare anche a renderlo non solo un gioco ma un'occasione di lavoro per molti privati inserendo una mappa italiana con coloro che organizzeranno menù regolarmente! Le possibilità su un'idea come questa possono essere moltissime! fino ad arrivare ad un nuovo programma televisivo Culinario abbinato al Social Network. La comunicazione e la grafica abbinata rimangono comunque due fattori fondamentali per creare curiosità! Un progetto divertente e creativo Bravi!

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  2. hahahahahhha……………sembra la moda del momento………ok ci mancava anche questo social network………….e vaiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii…….forza bruciapadelle..all'opera op op op op

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  3. Sorprendente come la stessa idea sia stata lanciata da tanti soggetti diversi quasi in contemporanea. A questo punto credo che solo chi offrirà un servizio veramente buono raggiungerà per primo la massa critica per poter avere successo nel mondo social.

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