Cornflake – Una favola dalle gambe corte

CornflakeCornflake – Una favola dalle gambe corte di Micol Arianna Beltramini, Castelvecchi
Un bel giorno un amico mi ha regalato un libro dolce come il burro e croccante come i cereali. Ha dovuto aspettare un po’ prima nella dispensa che potessi aprirlo, perché era tempo di altre letture, ma qualche giorno fa ho preso la confezione e, con la mia solita ingordigia, l’ho consumata in pochi giorni. Nemmeno il tempo per segnarmi le mie frasi preferite.
Dolce come il burro. Come dice il sottotitolo, Cornflake è una favola, ispirata a una delle più grandi storie per bambini partorite un italiano: Pinocchio. La protagonista è una bambina magica, sveglia e un po’ furbetta, che profuma di burro come i biscotti danesi. Seguendo la traccia narrativa di Collodi, ma aggiornandola ai giorni nostri, Micol Arianna Beltramini costruisce il viaggio nel mondo di questo esserino straordinario che diventa un pretesto per raccontare la vita e l’amore in un mondo che sta dimenticando cosa sia l’incanto.
Croccante come i cereali. Vi aspettereste che una bambina un po’ tappetta sia un argomento che può interessare solo i bambini. Tutt’altro. Cornflake e scritto per chi ha già i denti per masticare l’amaro dell’assenza, della separazione, della solitudine. In una parola: della fine. O forse sono io che l’ho letta in questo modo… Comunque non c’è dubbio sul fatto che in questa storia ciascuno troverà quel che gli serve e, col senno di poi, posso dire di averlo tirato fuori proprio nel momento giusto.

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