Prima del tramonto: io, a metà strada tra Jesse e Celine

Prima del tramontoUn ragazzo e una ragazza si incontrano sul vagone di un treno che attraversa l’Europa. Non sanno niente l’uno dell’altra, ma bastano poche parole, o forse gli sguardi che malcelano il desiderio di trovarsi – e magari gli odori che noi non sentiamo – basta, insomma, la primissima impressione, unita forse a quella spensierata leggerezza che si ha a volte quando si viaggia, perché le due anime inizino a parlarsi. A parlarsi d’amore, senza dirselo.
Loro sono Jesse (Ethan Hawke) e Celine (Julie Delpy) e il film è un blabla movie ormai cult intitolato Prima dell’alba. È successo anche a me. Non era su un treno, sui sedili di una Seicento. Nessuno dei due era in viaggio, sebbene nessuno dei due fosse nella propria città. Non ci conoscevamo più di Jesse e Celine in quella notte estiva, nonostante ci fossimo visti già tante volte. E però fu così: subitaneo, consapevole, intenso e implicito il filo che ci legava. Completamente coinvolti eppure spaventati a morte, cercavamo di non dircelo, mentre i nostri sguardi già si promettevano l’amore. Molto tempo dopo, eravamo già al capolinea quando lui mi disse: “Noi ci siamo riconosciuti subito”. Era esattamente questo. Riconoscersi e capire che quella persona poteva capire tutto, sapere tutto, senza troppe spiegazioni. Oppure spiegandosi, ma solo per il gusto di accarezzarsi con la voce. Ma tutto questo importa poco, perché poi ci si perde. È successo anche a me.
È successo anche a Jesse e Celine, che però si sono ritrovati, non proprio per caso, nove anni dopo. Prima del tramonto. A Parigi. Nove anni sono lunghi e trasformano una ragazza idealista e sognatrice in una donna nevrotica e idealista. Mentre un americano easy-going e allegro può diventare un padre di famiglia deluso e vagamente malinconico. Entrambi, mentre la vita scorreva, avevano continuato ad amarsi – o, almeno, ad amare il ricordo di quell’unica notte insieme. E tra quello che avevano perso e quello che avevano dato, avevano due anime graffiate dal passato, terrorizzate all’idea di ritrovarsi (perché la paura si accompagna sempre all’amore, no?), pronte a buttarsi l’uno nell’altra, ma non ancora pronte a dirselo.
Ripartivano da lì, insomma. Però ci sono gli strati di vita che nel frattempo si posano sulle spalle di due romantici per vocazione. E io sento che sono a un passo dall’essere come Jesse. Lasciarmi alle spalle tutte le bellissime illusioni e vivere per avere quello che si dice normalità. Barattare le travolgenti passioni per un marito, una casa, una macchina, un figlio, un cane. E una quotidianità che gocciola come acqua sul fuoco. E allo stesso tempo so che sono a un passo dall’essere come Celine. A un primo sguardo forte e decisa, raffinata e con quel pizzico di nevrosi che dà un tocco più metropolitano. Subito dopo, lei si rivela in tutto il suo rimpianto, ricoperto bruscamente dalla frenetica ricerca dell’amore in tutti i posti sbagliati. Racconta a se stessa di essere arida e incapace di provare ancora quello slancio. Una donna delusa non tanto dagli uomini quanto da se stessa: ha avuto una collezione di relazioni, che le hanno lasciato soltanto profonda amarezza.

Un mosaico di buchi. E dietro questi buchi, l’idea di quell’unico uomo che sarebbe potuto essere giusto, ma che la sbadataggine della giovinezza o una serie inevitabile di errori hanno trasformato in un grande, irraggiungibile, rimpianto. Poi, insomma, tutto il resto è… solo un film!

Something stupid like I love you

Una raccolta di tutte le frasi d’amore più belle e toccanti che il cinema ci abbia regalato. Avevo iniziato a metterle insieme un po’ di tempo fa e anche se non sono più innamorata non riesco a smettere di essere stupidamente romantica.

Closer
Alice: Non ti amo più.
Dan: Da quando?
Alice: Adesso. Da adesso.
Notting Hill
William: Anna senti… io sono un tipo con un decente equilibrio… e con poca disinvoltura in amore, ma posso dire di no alla tua gentile richiesta? Smetterla qui?
Anna: Si, benissimo, ma certo. Be’, me ne devo andare. È stato bello vederti.
William: La cosa è… che con te corro un grosso pericolo. Sembra perfetta come situazione, a parte quel tuo brutto carattere. Ma il mio cuore è relativamente inesperto, ecco, ho paura che non si riavrebbe, se vennissi ancora una volta messo da parte. Cosa che assolutamente mi aspetto che accada. Vedi ci sono tante, troppe foto di te e troppi film. Tu mi lasceresti e io rimarrei… fregato, per dirla tutta.
Anna: E’ un no bello deciso vedo.
William: Io vivo a Notting Hill, tu a vivi a Beverly Hills! Tutto il mondo sa chi sei, mia madre ha difficoltà a ricordare il mio nome.
Anna: Bene, bene, ottima decisione. La faccenda della fama non è una cosa reale sai… e non dimenticare che sono anche una semplice ragazza, che sta di fronte a un ragazzo e gli sta chiedendo di amarla… addio.
Eyes wide shut
Alice: C’è una cosa molto importante che noi dobbiamo fare prima possibile.
Bill: Cosa?
Alice: Scopare.
Jerry Maguire
Jerry: Io ti amo… tu mi completi. E io dovevo proprio…
Dorothy: Smettila! Sta zitto! Mi avevi già convinta al ciao, mi avevi già convinta al ciao!
Proposta indecente
Diana: Se ami una qualcuno davvero, lascialo libero. Se torna da te è tuo per sempre, se non lo fa allora tanto per cominciare non è mai stato tuo.
Altra scena:
David: Adesso io so che quello che le persone che si amano si fanno, lo ricordano, e se restano insieme non è perchè dimenticano ma perchè perdonano.
Cuori ribelli
Shannon: Joseph?
Joseph: Sì?
Shannon: Tu mi trovi un pò bella?
Joseph: Io non ho mai visto nulla che ti somigli neanche lontanamente.
Shannon: OK. BUONANOTTE!
Moulin rouge!
Christian: Sono venuto a pagare il conto.
Satine: Non dovresti essere qui Christian, và via!
Christian: Mi hai detto di credere di amarmi, perchè non dovrei pagarti? Hai fatto il tuo lavoro davvero bene, perchè non posso pagarti come tutti gli altri? Fammi pagare, fammi pagare… dimmi che non era vero, dimmi che non mi ami, dimmi che non mi ami, DIMMI CHE NON MI AMII!!!
Pretty Woman
Edward: E cosa succede dopo che lui salva lei?
Vivian: Che lei salva lui.
Harry ti presento Sally
Harry: C’ho pensato tanto… e il risultato è che ti amo.
Sally: Cosa?
Harry: Ti amo.
Sally: E che cosa pensi che ti risponda adesso?
Harry: Per esempio: anch’io ti amo.
Sally: Preferisco: me ne vado.
Harry: Allora non significa niente per te?
Sally: Mi dispiace, Harry. Lo so che questa è la notte di capodanno, lo so che ti senti solo ma tu non puoi arrivare qui, dirmi che mi ami e aspettarti che questo risolva tutto. Le cose non funzionano in questo modo.
Harry: Bè, e come funzionano?
Sally: Non lo so! Ma non in questo modo…
Harry: Allora proviamo così: ti amo quando hai freddo e fuori ci sono 30 gradi, ti amo quando ci metti un’ora a ordinare un sandwich, amo la ruga che ti viene qui quando mi guardi come se fossi pazzo, mi piace che dopo una giornata passata con te sento ancora il tuo profumo sui miei golf e sono felice che tu sia l’ultima persona con cui chiacchiero prima di addormentarmi la sera. E non è perché mi sento solo. E non è perché è la notte di capodanno. Sono venuto stasera perché quando ti accorgi che vuoi passare il resto della vita con qualcuno, vuoi che il resto della vita cominci il più presto possibile!
Sally: Ecco! Tanto sei il solito imbroglione! Dici cose del genere, e mi spieghi poi come faccio a odiarti io? E invece io ti odio! Ti odio. Sul serio… ti odio…
Quattro matrimoni e un funerale
Charlie: Scusa, forse ti sembrerà una domanda stupida, soprattutto dopo la puntatina in quel negozio… ma mi domandavo se per puro caso, be’… io ho la sensazione di provare… insomma, per riassumere tutto in modo leggermente più chiaro, con le parole di David Cassidy in quel pezzo famoso… io credo di amarti. E allora mi è venuto in mente, chissà, forse a te potrebbe far piacere… no, sono proprio un idiota. Mi ha fatto molto piacere vederti. Meglio che vada.
Carrie: E’ una cosa molto romantica.
Charlie: Beh, ci ho pensato tanto sai, volevo che fosse un discorso chiaro
Prima dell’alba
Jesse: Sì, d’accordo, sicuramente è una follia, ma se non te lo chiedo il fatto è che mi perseguiterà per il resto della mia vita.
Céline: Che cosa?
Jesse: Voglio continuare a parlare con te, chiaro? Non ho la minima idea di quale sia la tua situazione ma… ma sento che tra noi si è stabilito un certo contatto, giusto?
Céline: Sì, lo penso anch’io.
Jesse: Sì, ecco… sì, bene! Perciò sta a sentire, dovresti fare così: scendi dal treno con me qui a Vienna per dare un’occhiata alla città.
Céline: Come?
Jesse: Dai! Sarà divertente, coraggio!
Céline: E che faremo?
Jesse: Non lo so, so soltanto che devo prendere il volo dell’Austrian Airlines domani mattina alle 9:30 e che non ho abbastanza soldi per l’albergo, perciò mi tocca andare in giro e sarebbe più divertente se venissi con me. E se scopri che sono uno psicopatico salti sul prossimo treno.
Céline: (ride)
Jesse: Sì, va bene, mettiamola così. Fai un salto di dieci, vent’anni, d’accordo? Tu sei sposata e il tuo matrimonio non ha più la stessa carica che aveva una volta, capisci? Cominci a incolpare tuo marito, cominci a pensare a tutti gli uomini che hai conosciuto nella tua vita e a cosa ti sarebbe accaduto se ti fossi messa con uno di loro. Ci sei? Be’, io sono uno di quelli, eccomi qui. Perciò prendila come una specie di viaggio nel tempo, da allora ad adesso… per scoprire cosa ti perdi. Vedi, questo potrebbe essere un gigantesco favore fatto sia a te che al tuo futuro marito, per scoprire che in realtà non ti perdi niente: sono un perdente esattamente quanto lui, privo di stimoli, una palla al piede e… hai fatto la scelta giusta e ne sei molto felice. Dai!
Céline: Prendo il mio bagaglio.
Altra scena:
Céline: Io sento sempre la pressione d’essere questa forte, indipendente icona della femminilità e di non dover mostrare che la mia intera vita sta ruotando intorno a qualche uomo. Ma amare qualcuno ed essere amata, significa moltissimo per me. Io ci ho sempre scherzato sopra ma, tutto ciò che facciamo nella vita non è un modo per essere amati un po’ di più? Credo che se esista un qualsiasi Dio, non sarebbe in nessuno di noi, né in te né in me, ma sono in questo piccolo spazio nel mezzo. Se c’è una qualsiasi magia in questo mondo, deve essere nel tentativo di capire qualcuno condividendo qualcosa. Lo so, è quasi impossibile riuscirci, ma, che importa in fondo? La risposta deve essere nel tentativo.
Prima del tramonto
Céline: Non ti ho dimenticato e la cosa mi fa incazzare: vieni qui a Parigi, tutto romantico e sposato! Chiaro?! Vaffanculo! Non mi fraintendere non voglio niente da te, l’ultima cosa di cui ho bisogno è un uomo sposato! Ed è passata tanta acqua sotto i ponti: non sei più tu il rimpianto, è il tempo, quel momento perduto per l’eternità, non lo so…
Altra scena:
Céline: La gente che oggi ha un’avventura, perfino un rapporto serio, quando rompe dimentica, passa oltre, come se cambiasse marca di cereali. Io non sono mai riuscita a dimenticare gli uomini con cui sono stata. Ogni persona aveva le sue specifiche qualità e non si può rimpiazzare nessuno. Colgo dei particolari in loro, dei dettagli che mi colpiscono e di cui poi sento la mancanza. A volte per sempre. Non puoi rimpiazzare nessuno perché ognuno porta con sé dettagli magnifici e unici.
La dolce vita
Marcello: Sylvia you are everything, everything! Tu sei la prima donna del primo giorno della creazione, sei la madre, la sorella, l’amante, l’amica, l’angelo, il diavolo, la terra, la casa… ah ecco che cosa sei: la casa. Sylvia ma perchè sei venuta qui? Torna in America, fammi il favore. Lo capisci, che faccio adesso io?