Spider-Man 2: l’autoconsapevolezza dell’eroe

Spiderman 2
Abbiamo chiacchierato su come Spider-Man ci abbia fatti innamorare di quel ragnetto di Tobey Maguire, abbiamo criticato l’ultimo Spider-Man 3, salvandone ben poco. E adesso, l’anello mancante: perché Spiderman 2 è da molti considerato il migliore della trilogia? [Trilogia per ora, presto si aggiungerà un quarto episodio, anzi mi auguro di cuore che l’arrivo di una nuova penna dia nuovo lustro alla saga] Proverò a rispondere con le mie impressioni.
Se nel primo Spiderman vediamo nascere l’eroe, nel secondo episodio lo vediamo prendere consapevolezza di sè. L’eroe è dibattuto tra le sue potenzialità e suoi desideri, tra il senso del dovere e l’amore. Il nostro Peter Parker attraversa una crisi di identità in cui arriva addirittura a somatizzare il conflitto. Ma non solo Peter Parker/Spiderman deve prendere coscienza, la sceneggiatura di Alvin Sargent lascia ampio spazio anche agli altri personaggi e alle loro scelte. La zia May (Rosemary Harris) può conoscere la verità, Mary Jane (Kirsten Dunst) può fare la sua scelta d’amore e Harry (James Franco) può fare la sua scelta d’odio. Persino Doc Ock (Alfred Molina), in punto di morte riesce ad autodeterminarsi rispetto alle macchine che lo avevano soppraffatto.
Ci salva da un eccesso moralistico sull’importanza dell’identità e delle proprie scelte, la divertita regia di Sam Raimi. Il suo inconfondibile umorismo sadico regna sovrano nella pellicola, facendone un piatto sfizioso e leggero. Le debolezze di Peter Parker e la sua goffaggine sono esaltate con gusto. Il regista de L’armata delle tenebre non perde occasione di maltrattare lo studentello Parker e si compiace, arrivando ad auto-citarsi e infilando l’inevitabile cammeo di Bruce Campbell.
Spettacolari, ancora una volta, le piroette aeree dello Spiderman digitale, il film raggiunge un ottimo equilibrio tra effetti speciali e storia. Il risultato è un film divertente e intelligente, che racconta con un sorriso situazioni psicologiche comuni in occasioni straordinarie. Un film adatto a pubblici diversi: dai fan della Marvel ai profani del fumetto, dal ragazzino di dieci anni alla cinefila pasticciona come me.
Standing ovation per i titoli di apertura con micro-riassunto della puntata precedente disegnati da Alex Ross, di casa Marvel.

Indicazioni terapeutiche: indicato a soggetti che amano i fumetti, ma anche no, a bambini sotto i 12 anni, ma anche sopra, a cinefili eclettici, ma anche a spettatori occasionali. Ottimo rimedio contro il deterioramento della fantasia.

L’armata delle tenebre: risate da paura!

L'armata delle tenebreIn un’età di tenebre, in un tempo di malvagità, quando il mondo aveva bisogno di un eroe, quello che ebbe fu… lui!
Ebbene, ho appena rivisto il film che ha svelato al mondo l’anima di Sam Raimi: L’armata delle tenebre, ultimo episodio della trilogia horror cominciata con La casa nel lontano 1981. In effetti, parlare di horror per questo film è alquanto riduttivo: The army of darkness è piuttosto una dark comedy con tanta avventura, un po’ di fantasy e qualche goccia di romanticismo. Un film che diverte e che sfama lo sguardo con le acrobazie della macchina da presa, grossi mostri di silicone e le smorfie plastiche di Bruce Campbell (l’attore di cui Raimi non può fare a meno). Ci sono scene da antologia, come l’assedio dell’armata dei morti viventi, che più che terrorizzare ricorda gli scheletri danzanti delle Silly Simphonies, o la scena del bastone di tuono, “un Remington a doppia canna, calibro 12“. E ci sono battute romantiche esilaranti. Personalmente, però, quella che preferisco è questa:
Arthur: Tutti gli uomini del futuro sono così spacconi e millantatori?
Ash: No, solo io, Arthur. Solo io!
Tra una gag da avanspettacolo – la classica: “Hai una scarpa slacciata!” – e un incontro/scontro con diabolici lillipuziani, il ragazzo del ventesimo secolo, Ash, salva il Medioevo dal regno del male e trova anche il tempo per far cadere tra le sue braccia la dolce Sheila (Embeth Davidtz). Il terrore, la magia, il romanticismo sono frullati e reimpastati con la grande colla dell’ironia. Niente è da prendere sul serio, tutti gli igredienti fanno parte di un divertissement che si guarda e si riguarda con piacere, basta stare al gioco!
Indicazioni terapeutiche: studi di laboratori dimostrano che L’armata delle tenebre sia un ottimo stimolante per la produzione di serotonina e adrenalina, in altre parole una pillola di buon umore. Indicato per bambini di tutte le età.

Spider-Man 3: alcuni buoni motivi per vederlo (e tre per non vederlo)

Spider-man 3L’ultimo film della saga dell’uomo ragno, grazie all’enorme sforzo promozionale (ragazzi, è il film più costoso della storia del cinema!), è sicuramente uno dei must del 2007. O meglio: uno di quei blockbuster che vanno a vedere proprio tutti. Infatti è al top dei box office mondiali.
Mi limiterò a darvi cinque motivi per cui andare a vederlo e tre motivi per restare a casa.
5 ragioni per spendere 7 euro (più o meno) per vedere l’ultima fatica di Sam Raimi.
1. Gli effetti speciali spettacolari. Lo so che per i palati raffinati fermarsi a gongolare per gli effetti speciali non è esattamente una dimostrazione di spirito critico. Ma che dirvi… vedere l’uomo sabbia che si forma o che si disgrega è un piacere per gli occhi, almeno quanto vedere un bel quadro. E se questa cosa l’avessi vista in Dvd so che avrebbe reso un quarto.
2. Peter Parker/Spiderman in versione dark. Altro che insopportabile ciuffo, questo Peter coattello che cammina danzante per N.Y. raccoglie 10 punti in più rispetto al Peter-buono-faccia-da-fesso. Sarà che a noi ragazze piacciono i cattivi ragazzi…
3. La scena del ristorante, un bel cammeo di Bruce Campbell, protagonista de L’armata delle tenebre. Semplicemente esilarante!
4. Tutto ha un lieto fine. Lo so che non è una novità nel cinema hollywoodiano, ma quant’è bello sapere che, anche stavolta, Spider-Man sconfigge i suoi avversari, è capace di perdonare, riesce a capire i suoi errori e riconquista la bella Mary Jane… tutto si risolve!
5. Tutto il mondo va a vedere questo film: se non ci vai in queste settimane per 10 anni quando dirai che non l’hai voluto vedere tutti sgraneranno gli occhi. Potrebbe anche essere una scelta di stile…
3 ragioni per restare a casa o vedere qualche altro film.
1. Dialoghi. Banali, a volte persino ingenui… (sono enormemente perplessa). Ma perché rovinare un filmone con una sceneggiatura senza spessore?
2. Se non avete visto i primi due capitoli della (per ora) trilogia, vi verrà voglia di procurarveli! Insomma, è il classico acquisto che chiama altri acquisti.
3. Se non avete voglia di una commedia romantica per motivi personali… sappiate che non manca nemmeno questo nel film, col triangolo Peter/Mary Jane/Harry.

Indicazioni terapeutiche: efficace rimedio contro la noia, indicato per bambini di tutte le età.